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La cicogna bianca ha scelto l’Abruzzo per riposare

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La cicogna bianca è un uccello migratore, proviene dall’Africa e ama in modo particolare il nostro Paese. In effetti lo scorso maggio, per la prima volta, 32 di loro hanno scelto la Maiella in Abruzzo (chiamata Montagna Madre dagli abruzzesi) per soggiornarvi  addirittura venti giorni.

Lo stupore dei residenti e dei responsabili del SOA – associazione nata nel 1996 che riunisce gli appassionati della fauna avicola abruzzese – è stato grande. Ha spiegato infatti Massimo Pellegrini, ornitologo e appassionato studioso della cicogna bianca: «Il loro arrivo è stato segnalato da Mario Renaldi, una guida del parco della Maiella. Uno di questi esemplari aveva un anello colorato e siamo certi che provenisse da un nido della svizzera. Grazie all’oggetto, posizionato sulla zampa, è possibile infatti capire dove ha nidificato il volatile».

La cicogna bianca (Ciconia ciconia) è un volatile inconfondibile, imponente e raggiunge oltre un metro di lunghezza, con un’apertura alare che supera un metro e mezzo. Il suo piumaggio è bianco e il becco di un brillante arancione, mentre l’estremità delle ali è scura.  È un’instancabile viaggiatrice che, dopo aver trascorso l’inverno nei suoi “quartieri di svernamento” in Africa a sud del Sahara, a fine febbraio comincia a spostarsi in direzione delle aree di nidificazione. Le rotte di migrazione di questo splendido uccello sono ben conosciute: a causa delle correnti ascensionali, gran parte di esse passa per lo stretto del Bosforo e per Gibilterra.

Il volatile si nutre di insetti, piccoli mammiferi, rettili e anfibi. Simboleggia la nascita da tempo immemore e il motivo è presto detto: le cicogne sono monogame, sia femmine che maschi si occupano di covare le uova e nutrire i piccoli e restano fedeli per tutta la vita. Non solo: hanno un carattere socievole e poco aggressivo e volano in gruppo dimostrando una forte predisposizione verso il “lavoro” di squadra. Infatti la formazione tipica di volo è quella a V, dove il primo esemplare è quello che lavora maggiormente, avendo il compito di penetrare e spezzare l’aria, mentre i compagni al seguito sono favoriti. Ma proprio perché il compito è faticoso, il primo uccello viene sostituito da un compagno, in modo da alternarsi nella fatica e sfruttare al meglio le correnti ascensionali.

Negli ultimi decenni scelgono spesso l’Italia per due motivi: intanto sono tutelate e poi i mutamenti climatici hanno favorito la nostra penisola per le loro soste. Spesso nidificano, ma questa volta in Abruzzo c’erano venti contrari e quindi il loro è stato un soggiorno breve. Non resta che attendere il prossimo anno auspicando il loro ritorno.

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