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In Europa l’ondata di caldo blocca le centrali nucleari

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L’ondata di caldo straordinaria dell’estate di quest’anno, che ha investito tutta l’Europa, ha causato il blocco di diverse centrali nucleari.

Il blocco, determinato in modo preventivo, è stato causato dalla scarsità di acqua ma soprattutto dalle alte temperature raggiunte da fiumi e mari, le cui acque vengono utilizzate per il raffreddamento dei reattori.

Ma c’è molto di più, dal momento che le centrali – dopo aver utilizzato le acque per il raffreddamento – le riversano nei corsi d’acqua e nel mare a temperature ancora più elevate, provocando in questo modo gravi danni alla flora e alla fauna acquatiche e causando morie di pesci.

Per esempio in Francia Edf la maggiore azienda produttrice e distributrice di energia – ha deciso di bloccare quattro reattori: uno a Fessenheim in Alsazia, uno a Saint Alban e due nella centrale di Bugey, a poco più di 150 chilometri dal confine italiano. Proprio in quest’ultima molti ricorderanno che lo scorso anno ci fu un incidente in occasione di lavori di manutenzione che fortunatamente non ebbe conseguenze.

Ma anche in Germania sono state adottate misure straordinarie di sicurezza, rallentando la produzione di energia nelle centrali nucleari. Ecco quindi che il produttore di energia EnBW ha ridotto la produzione della centrale di Philippsburg, mentre altri impianti vengono osservati attentamente.

Persino la Svezia – nonostante utilizzi acqua del mare – ha riscontrato problemi con le temperature che sono arrivate a 25 gradi centigradi, un livello tale che ha spinto le autorità svedesi a optare per la sospensione dell’impianto elettronucleare di Ringhals che è il più potente del Paese.

Si è trattato di un evento raro, ma possiamo solo ipotizzare – se gli esperti hanno ragione – che si ripeterà nei prossimi anni, il che richiama la pericolosità delle centrali nucleari che possono però venire sostituite con un piano energetico fatto di fonti di energia rinnovabile.

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