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Pubblicato il 3 agosto 2018

La terra salvata dalle popolazioni indigene

Le popolazioni indigene costituiscono il 5% della popolazione mondiale e gestiscono almeno un quarto della superficie terrestre.
Un nuovo studio, “A spatial overview of the global importance of indigenous lands for conservation“, è stato pubblicato su Nature Sustainability da un team guidato da Stephen Garnett della Charles Darwin University.
Il team di ricerca sostiene che la gestione delle terre da parte degli indigeni è stata fondamentale per la conservazione della natura e per il clima. “Fino a quando non abbiamo messo insieme le migliori informazioni pubblicate sulle terre indigene, non abbiamo apprezzato la straordinaria influenza delle popolazioni indigene”, afferma Garnett.
I territori posseduti o gestiti dalle popolazioni indigene si trovano in 87 Paesi e si sono sovrapposti a circa il 40% di tutte le aree protette. Uno dei risultati dello studio è l’estensione dei territori che hanno forti legami con le popolazioni indigene e sono stati solo leggermente modificati dallo sviluppo.
Un altro componente del team, James Watson, fa notare che i ricercatori hanno scoperto che circa due terzi delle terre indigene erano naturali e spesso le popolazioni hanno avuto un ruolo attivo nella conservazione e ciò dimostra che è possibile far collaborare gli indigeni con i governi, il che dovrebbe portare grandi benefici per la conservazione di territori, ecosistemi e geni ecologici preziosi per le prossime generazioni.
In Australia quasi la metà di tutte le aree protette sono di proprietà o gestite da popolazioni indigene. Questa collaborazione per la conservazione del territorio è una pietra miliare per il Paese. Gli autori dello studio però avvertono che queste partnership non sono adatte a tutti. “Senza un’adeguata consultazione, i progetti di conservazione basati sulla gestione indigena potrebbero non avere successo”.
Ad esempio, negli anni ’70 è stato istituito il Parque Nacional Cayambe-Coca in Ecuador; qui il governo impose molte restrizioni alle popolazioni indigene ma non ad altri per cui i nativi si ritrovarono ad avere vincoli per la caccia, la pesca e l’agricoltura. Parchi come questo possono essere stati istituiti con le migliori intensioni ma il modo in cui sono stati realizzati e gestiti ha danneggiato i popoli indigeni e spesso l’obiettivo principale, ovvero la conservazione, è stato minato.
Per cui i ricercatori consigliano di lasciare che gli indigeni utilizzino, proteggano e gestiscano le loro terre.
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Lucrezia Buccella

Scrittrice e aspirante archeologa. Amo i viaggi, il profumo dei libri e il mare è la mia casa.

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