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Antigone pubblica rapporto su detenuti stranieri nelle carceri italiane

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L’Associazione Antigone (qui il sito) ha presentato a Roma il suo rapporto semestrale riguardo il numero dei detenuti nelle carceri italiane.

La ricerca è stata condotta visitando un campione di 30 istituti selezionato per tipologia e ubicazione (sono 117 le carceri visitate dal loro Osservatorio negli ultimi 18 mesi).

Nel rapporto si evidenzia come, negli ultimi cinque mesi, siano stati riscontrati 672 detenuti in più reclusi negli istituti di pena italiani e dai numeri emerge che, a fronte del raddoppio della presenza di stranieri nel nostro Paese dal 2008 a oggi (da 3 a 6 milioni tra regolari e irregolari), il numero di detenuti tra loro è calato da 21.562 a 19.868.

Il dato evidenzia dunque, come afferma l’Associazione, che «non c’è un’emergenza stranieri e non c’è un’emergenza sicurezza connessa agli stranieri». Inoltre con il raddoppio della popolazione i detenuti sarebbero di conseguenza dovuti raddoppiare. «Invece no. Ogni diversa interpretazione e ogni allarme sono pura mistificazione».

In ogni caso, per arrivare ai dati specifici, gli stranieri sono il 33,8% del totale dei detenuti e quelli non europei sono il 22.9%. Andando invece nello specifico delle pene, è straniero il 44,64% di persone cui è stata comminata una pena inferiore a un anno, mentre degli ergastolani (che complessivamente sono 1726) solo il 5,6% non è italiano.

E ancora: per quanto riguarda la criminalità organizzata, solo l’1,25% è straniero, mentre il restante 98,75% è italiano; invece, dei detenuti per violazione della legge sulle droghe che sono complessivamente 20.525, il 37,5% è straniero.

Antigone inoltre evidenzia che negli ultimi 5 anni i reclusi rumeni sono diminuiti di oltre 1.000 unità, nonostante sia aumentato il numero di immigrati dal loro Paese. Spiega infatti il rapporto: «Quanto avvenuto nella comunità romena è paradigmatico. Come si evince dai dati, man mano che passa il tempo dal suo insediamento in Italia una comunità esprime un minor numero di detenuti al proprio interno». Ma non basta, perché viene evidenziato : «Il patto di inclusione paga. Garantisce sicurezza. Questo è particolarmente evidente guardando ad alcune comunità straniere insediatesi in Italia da più di dieci anni».

Piuttosto basso invece è il numero di detenuti tra coloro che fuggono da situazioni di violenza, povertà e conflitti: sono 74 quelli provenienti dalla Siria, 78 dall’Afghanistan; sono invece 651 i reclusi egiziani che non possono venire rimpatriati dato il rischio di tortura nel loro Paese, che viola sistematicamente i diritti umani.

Infine, sempre secondo Antigone, addirittura nel 57% dei casi esaminati gli arrestati stranieri non avevano ricevuto la “letter of rights” che per legge deve essere consegnata a chiunque venga privato della libertà per informarlo dei suoi diritti; la percentuale scende al 21% in caso di arrestati italiani.

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