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Save the Children contro la tratta di esseri umani

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Oggi è la Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani e pochi giorni fa l’organizzazione Save the Children ha diffuso un rapporto proprio su questo fenomeno sommerso, intitolato “Piccoli schiavi invisibili 2018”.

Si tratta di una fotografia aggiornata della tratta e sfruttamento dei minori e rivela che nel mondo sono quasi 10 milioni i bambini e gli adolescenti che – nel solo 2016 – sono stati costretti in schiavitù, venduti e sfruttati soprattutto a fini sessuali e per mera manovalanza.

Come tutti ormai sappiamo, il nostro Paese non è esente da colpe in questo fenomeno e infatti le unità di strada di Save the Children  – che perseguono il programma “Vie d’uscita” per il contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori – tra gennaio 2017 e marzo 2018 sono riuscite a contattare 1904 vittime (di cui il 68,5 nigeriane e il 28% rumene), mentre nel periodo precedente erano state circa 1300.

Fa notare l’Ong che, per il viaggio dalla Nigeria al nostro Paese, le ragazze contraggono un debito tra i 20.000 e i 50.000 euro che potranno ripagare solo sottostando alla prostituzione  costrette, come avevamo spiegato in questo articolo, anche per  paura di riti vudù.

Gli sfruttatori le obbligano a dichiararsi maggiorenni, facendo sì che possano facilmente sfuggire al sistema di protezione dei minori.

Il focus attuale espresso dal rapporto è il “survival sex”, il sesso per sopravvivere. Infatti tante minorenni in transito, molte delle quali provenienti dal Corno d’Africa o dai Paesi dell’Africa Sub Sahariana, vengono indotte a prostituirsi per poter pagare i passeurs per attraversare il confine oppure per trovare cibo o un posto in cui dormire. È questo il caso di Ventimiglia, dove il fenomeno ha avuto inizio. La situazione, sottolinea il rapporto, si è aggravata dopo lo sgombero, ad aprile 2018, dell’accampamento nell’area lungo il fiume Roja. Da allora, gli operatori di Save the Children hanno rilevato la permanenza in strada di molti minori “in condizioni degradanti, promiscue e pericolose”.

Non è tutto, poiché al 31 maggio 2018 sono stati ben 4.570 i minori presenti nel nostro Paese che hanno abbandonato le strutture di accoglienza in cui erano inseriti, in particolare nelle regioni del Sud. Sono soprattutto minorenni eritrei (14%), somali (13%), afgani (10%) egiziani (9%) e tunisini (8%).

Spiega Raffaela Milano, direttore dei programmi Italia-Europa di Save the children: «Le nostre evidenze ci dicono che l’interruzione, a settembre 2017, del programma europeo di relocation ha contribuito in maniera importante a costringere i minori in transito a riaffidarsi ai trafficanti o a rischiare la propria vita pur di varcare i confini, così come continua ad accadere a Ventimiglia, a Bardonecchia o al Brennero».

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