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Anche il nostro Paese è a forte rischio incendi

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Abbiamo scritto appena ieri dei devastanti incendi in Grecia e abbiamo ancora negli occhi le tremende immagini mostrate dai media.

In Italia non soffia il Meltemi, il vento secco che spira nel Mar Egeo, ma il Maestrale dalla Sardegna o lo Scirocco dalla Sicilia procurano lo stesso rischio incendi che, complice il clima secco, si propagano velocemente in tutto il Paese.

Per fortuna quest’anno, almeno fino a oggi, le fiamme hanno risparmiato migliaia di ettari di terra e boschi grazie anche e soprattutto al clima che ha fatto registrare anche forti piogge, a volte torrenziali.

Non è stato così lo scorso anno, però: a fronte di un inverno molto secco e un’estate altrettanto arida e ventosa, sono stati bruciati migliaia di ettari di territorio, con incendi dovuti per il 90% alla complicità dell’uomo, per incuria e superficialità o per dolo.

Come dato esplicativo, si segnala che dal 15 giugno al 30 settembre 2017 sono arrivate 2.227 chiamate al Centro aereo unificato della Protezione Civile, mentre nell’anno precedente le chiamate furono 922.

Commentò allora Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile: «L’eccezionalità di quest’anno non deve divenire la norma», rammentando alle Regioni la necessità di «rafforzare le attività di previsione, monitoraggio e presidio del territorio e di dotarsi di una adeguata flotta aerea regionale».

Purtroppo a oggi (fonte Ansa) ben sei Regioni italiane non hanno a disposizione nemmeno un elicottero per i soccorsi e si devono affidare allo Stato: Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Puglia e Umbria.

Nel corso degli anni purtroppo i tagli, dovuti alla mancanza di risorse da parte degli enti locali, sono stati costanti.

Occorre anche sottolineare però come, rispetto allo scorso anno, ci siano stati dei miglioramenti riguardo la lotta agli incendi e all’acquisizione di mezzi idonei: per esempio la Sicilia ha a disposizione sei elicotteri rispetto al nulla del 2017, anche se sono mezzi affittati da privati e utilizzati dai forestali della Regione.

Senza dimenticare, peraltro, che è stato smantellato il Corpo Forestale dello Stato ma dei suoi componenti solo circa 360 sono stati assegnati ai Vigili del fuoco.

La nota positiva, secondo il segretario del sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco Conapo Antonio Brizzi, è la recente promessa del sottosegretario per l’Interno Stefano Candiani di assumere 1.500 nuovi pompieri entro il 2019. Augurandoci che non rimanga una promessa.

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