rinnovabili

Pubblicato il 18 luglio 2018

In Germania è avvenuto il sorpasso delle fonti rinnovabili sul carbone

Come era auspicabile, in Germania è avvenuto uno storico sorpasso: nei primi sei mesi del 2018 le fonti rinnovabili e cioè solare, eolico, idroelettrico e biogas, hanno superato il carbone.

Infatti tutte insieme, da gennaio a giugno, le rinnovabili hanno fornito il 36,3% del fabbisogno elettrico di tutto il Paese, mentre il carbone si è fermato al 35,1%.

È stata la German association of energy and water industries (Bdew), che ha annunciato la notizia  sottolineando che è la prima volta che il carbone registra questi valori inferiori per un periodo così prolungato.

Infatti quest’anno, anche grazie a condizioni meteorologiche favorevoli, le energie rinnovabili hanno fatto registrare record assoluti un paio di volte, sopperendo totalmente al fabbisogno energetico del Paese.

Secondo la Bdew è stato l’eolico ad aver registrato la crescita maggiore, passando dal 12,5% al 14,7% in un anno, mentre la produzione elettrica da carbone e lignite ha fatto segnare un meno 3% rispetto allo stesso periodo.

Il passaggio successivo della cosiddetta Energiewende (transizione energetica) dovrà necessariamente prevedere un’ulteriore drastica riduzione nell’impiego di combustibili fossili, in particolare carbone.  Infatti, proprio nel giugno di quest’anno il governo tedesco ha dato il via a una commissione che dovrebbe appunto gestire l’uscita definitiva da quella che tradizionalmente è sempre stata la fonte di energia più significativa e importante della Germania senza necessariamente causare gravi sconvolgimenti economici nelle regioni interessate  come la Ruhr e la Saar  .

Tutto ciò dovrebbe anche contribuire a raggiungere il target climatico del Paese, che prevede una riduzione di emissioni di gas serra del 40% entro il 2020, del 55% entro il 2030 e del 95% entro il 2050.

Naturalmente esiste anche una strenua difesa da parte dell’industria carbonifera che afferma di avere invece il diritto di continuare a bruciare la fonte fossile almeno fino al 2040 e che il rapido cambiamento di indirizzo minaccerebbe la stabilità economica delle regioni più importanti del Paese stesso.

Il braccio di ferro è appena iniziato, ma un vincitore si delinea già, almeno stando al rapporto.

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Milena Pennese

Estroversa, creativa, curiosa e passionale, credo nei progetti e nella passione che alimentano il gusto delle nuove sfide. Amo leggere, viaggiare, passeggiare in montagna e ascoltare buona musica. La mia più grande passione è la scrittura.

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