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Amsterdam: i tesori nascosti nei canali diventano reperti da museo

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Nei fiumi e nei canali di tutte le città del mondo si nascondono tracce di vita umana come rifiuti, spazzatura e oggetti dimenticati.
Ad Amsterdam sono stati riportati alla luce circa 700 000 oggetti provenienti dal passato, dall’alveo di due vie d’acqua da tempo prosciugate, che hanno dato vita a una vera e propria galleria d’arte, grazie al lavoro minuzioso degli archeologi.
I reperti sono esposti al museo “Below-Surface” dove possono essere ammirati nel dettaglio e se ne può leggere la storia e la descrizione per capire da quale epoca provengono. Da questo progetto sono nati un libro di fotografia (Stuff) e una mostra al Museo di fotografia di Amsterdam.
Grazie ai lavori per la costruzione di una nuova linea della metropolitana, vennero drenati e chiusi due canali, il Damrak e il Rokin, un tempo tratti trafficati del fiume Amstel. Operai e archeologi scavarono per circa 20 metri e riportarono alla luce centinaia di migliaia di oggetti dispersi nei canali.
L’uomo ha abitato l’area sin dal Neolitico per cui dal fondale sono emersi lame di pietra del 4200-2000 a.C. circa, ami da pesca, chiodi di età medievale, ossa, chiavi, monete, tessere magnetiche, cellulari, denti finti e bottiglie di ogni tipo. Tra gli oggetti più affascinanti ci sono la guardia di una spada giapponese del diciannovesimo secolo, la brocca nuziale di un contadino e una macchinina giocattolo che riproduce la Bluebird – auto da corsa con cui Sir Malcom Campell stabilì il record di velocità nel 1935.
Il canale Damrak ospitava il doppio degli oggetti trovati nel Rokin. Nel primo sono stati trovati maggiormente reperti risalenti al 1400-1609, mentre nel secondo oggetti risalenti al 1650-1850. Questi oggetti aiuteranno gli esperti a conoscere meglio la storia e l’evoluzione di questa città e delle sue vie di navigazione.
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