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Save the Children: parte la campagna Abbattiamo il muro del silenzio

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Ha avuto inizio il 5 luglio la campagna di sensibilizzazione di Save the Children  Abbattiamo il muro del silenzio, che diffonde un nuovo dossier sul fenomeno delle esperienze di violenza subite da donne e madri.

Fino al 7 luglio sarà possibile assistere all’iniziativa partecipando all’installazione immersiva “La stanza di Alessandro” a Palazzo Merulana a Roma, prenotandosi direttamente su questo sito.

Il visitatore potrà entrare (previa prenotazione confermata) in quella che sembra la normale cameretta di un bambino di 7 anni, dove tuttavia saranno presenti diversi particolari attestanti il clima di paura e vero terrore in cui vive un bambino costretto ad assistere a scene di violenza in casa, solitamente nei confronti della propria madre. Per esempio  sarà possibile scorgere un rifugio sotto il letto, un angolo nascosto in un armadio, giocattoli rotti o libri strappati. Grazie alla tecnologia  “bone conductor”(a conduzione ossea), i visitatori potranno quindi vivere le stesse sensazioni del bambino, provando con i propri sensi che cosa significhi vivere nell’angoscia.

Il dossier è stato realizzato dall‘Istat per Save the Children, e contiene un’ampia analisi sia in termini quantitativi che qualitativi del fenomeno violenza.

Emerge dunque che in Italia sono stati almeno 427.000 i minori che, negli ultimi cinque anni, hanno vissuto la violenza nei confronti delle loro mamme tra le mura domestiche, nella quasi totalità dei casi compiute per mano dell’uomo.

Inoltre, rileva sempre il dossier, in generale le mamme vittime della violenza in Italia sono oltre 1,4 milioni, ma solo il 7% di queste è consapevole di aver subito soprusi. Di contro, quasi 550.000 donne vittime di violenza sono silenti, non denunciano, non si rivolgono a medici e subiscono la violenza percependola come “qualcosa di sbagliato”.

Ha dichiarato Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children: «La casa dovrebbe essere per ogni bambino il luogo più sicuro e protetto e invece per tanti si trasforma in un ambiente di paura e di angoscia permanente. Per un bambino assistere a un atto di violenza nei confronti della propria mamma è come subirlo direttamente. Moltissimi bambini e adolescenti sono vittime di questa violenza silenziosa, che non lascia su di loro segni fisici evidenti, ma che ha conseguenze devastanti: dai ritardi nello sviluppo fisico e cognitivo alla perdita di autostima, da ansia, sensi di colpa e depressione all’incapacità di socializzare con i propri coetanei. Un impatto gravissimo e a lungo termine che tuttavia, nel nostro Paese, è ancora sottovalutato».

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