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Sclerosi multipla: bene la sperimentazione con le staminali

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Notizie incoraggianti per quanto riguarda i pazienti affetti dalla forma più aggressiva di sclerosi multipla, quella secondaria progressiva, per cui i trattamenti terapeutici sono pochi. La sperimentazione clinica su fase I ha riguardato tre pazienti ai quali sono stati iniettati 5 milioni di cellule staminali nella cavità del ventricolo cerebrale, in modo da permetterne la diffusione nel sistema nervoso centrale attraverso il liquido cefalorachidiano. Ebbene, dopo il trattamento è stato dato l’annuncio: i pazienti stanno bene e non hanno avuto nessun tipo di effetto collaterale. A dare l’annuncio è stato Angelo Vescovi, direttore scientifico di Revert Onlus e dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

Non si tratta di una novità assoluta, quella che riguarda il trapianto con cellule staminali. L’anno scorso la stessa sperimentazione fu eseguita al San Raffaele di Milano da Gianvito Martino, un protocollo finanziato dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla che aveva riguardato dieci pazienti.

Quella attuale, invece, andrà avanti nei prossimi mesi – previa autorizzazione da parte dei pazienti – e riguarderà 15 persone, con un’età compresa tra i 18 e i 60 anni, affetti da sclerosi multipla secondaria progressiva. In questa fase il dosaggio cellulare, di 5 milioni di staminali nel primo gruppo, sarà raddoppiato nel secondo gruppo e in seguito aumentato ancora negli altri gruppi di pazienti. Sarà così possibile valutare al meglio quali siano gli effetti neurologici e terapeutici. Ci sarà poi una fase di monitoraggio con controlli a cadenza mensile nel primo anno e poi semestrale nei cinque anni dall’intervento.

L’annuncio dei risultati finora ottenuti e dei prossimi obiettivi da raggiungere è stato dato in Vaticano, in occasione dell’Assemblea Nazionale della Pontificia Accademia per la Vita, da Monsignor Paglia e da Angelo Vescovi. La sperimentazione clinica è stata eseguita in collaborazione con la Fondazione Cellule Staminali di Terni, l’Azienda Ospedaliera “Santa Maria” di Terni, lo Swiss Institute for Regenerative Medicine e l’Ospedale Cantonale di Lugano.

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