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Pubblicato il 4 luglio 2018

Mediterraneo: ecco cosa pensano le Ong

A qualche giorno dal compromesso raggiunto dal Consiglio Europeo sulle migrazioni al quale hanno partecipato 28 Capi di Stato – arrivato dopo nove ore di contrattazioni e articolato in 12 punti – torniamo sul tema migrazione.

Questa volta ci interessa capire però quale sia il pensiero di chi quotidianamente si spende in mare per salvare migliaia di vite umane. Parliamo delle Ong che operano nel Mediterraneo e che, negli ultimi mesi, sono state spesso accusate e infamate. Più volte noi di Felicità Pubblica abbiamo preso le difese dei volontari, elogiando e lodando il difficile compito di chi rischia la propria vita per salvare quella altrui, così come abbiamo bacchettato l’atteggiamento di chi, in questo difficile periodo, ha gettato fango e dubbi sulla correttezza delle Ong.

Ma qual è il loro punto di vista in merito a quanto sta accadendo in questi mesi e alla luce della brutta questione della nave Aquarius? Riportiamo in particolare il pensiero di tre importanti organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo: Sos Mediterranee, Save the Children e Medici senza Frontiere.

«Sos Mediterranee rimarca come sia stato proprio il fallimento dell’Unione europea nel ridurre il numero delle morti nel Mediterraneo a costringere le organizzazioni umanitarie a intraprendere l’attività di ricerca e soccorso per prevenire ulteriori perdite di vite umane», scrive in una nota l’Ong. «Nel riconoscere tanto gli enormi sforzi che l’Italia per anni da sola ha compiuto per garantire l’accoglienza nei propri porti alle persone soccorso in mare, quanto le straordinarie capacità dispiegate dalla Spagna in occasione del recente approdo della nave Aquarius a Valencia, Sos Mediterranee auspica un piano europeo che metta insieme tutte le risorse disponibili per consentire sbarchi sicuri e rapidi alle persone soccorse nel Mediterraneo centrale. Tuttavia nell’elaborazione di un modello europeo di ricerca e soccorso, gli Stati membri dell’Ue devono garantire che tutte le convenzioni internazionali, umanitarie e marittime, vengano rispettate e che le navi di soccorso possano agire nel pieno rispetto dei regolamenti dell’Organizzazione marittima internazionale».

A ribadire la prosecuzione del proprio impegno nel Mediterraneo è anche Medici senza Frontiere. «Finché ci sarà un bisogno umanitario nel Mediterraneo, noi continueremo ad operare sotto il coordinamento della Guardia Costiera italiana, come abbiamo sempre fatto», evidenzia Claudia Lodesani, presidente di MSF Italia. «Al tempo stesso ci auguriamo che in Europa finisca il tempo delle ipocrisie e dell’inumanità, auspicio condiviso dai tantissimi partecipanti che hanno animato le numerose manifestazioni di solidarietà in tutta Italia di questi giorni». MSF chiede poi ai governi europei di mettere al primo posto la vita delle persone, invitando a non gettare fango sulle Ong che operano nel Mediterraneo. «La campagna diffamatoria contro le navi delle ONG deve finire», osserva Karline Kleijer di MSF. «La nostra unica intenzione è salvare vite in mare».

Non molto diverso il punto di vista di Save the Children.  «L’Europa continua a non trovare una voce comune in difesa dei diritti di chi è più vulnerabile, primi tra tutti i bambini, preoccupandosi solo di rafforzare le proprie frontiere», dichiara Valerio Neri, direttore generale dell’Organizzazione. «Al contrario, i Paesi devono lavorare insieme per condividere efficacemente le responsabilità e fornire soluzioni di lungo termine. Per questo motivo, esortiamo i leader presenti oggi a Bruxelles ad impegnarsi affinché la protezione dei minori, sia al centro delle politiche europee sulla migrazione, che ne garantiscano il superiore interesse in ogni circostanza e indipendentemente dal diverso status giuridico, creando in primis vie sicure e legali per raggiungere l’Europa. Oggi le sorti di migliaia di ragazzi, per i quali partire e rischiare la vita è una scelta obbligata, è in mano loro».

Eppure la strada per i migranti e per le Ong sembra tutt’altro che in discesa.

Il direttore

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Antonella Luccitti

Giornalista e direttore responsabile del portale "Felicità Pubblica". Amo la scrittura, il cinema e i viaggi.

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