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Dov’è finita l’umanità?

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Quanti passi indietro stiamo facendo? Quanta umanità stiamo perdendo? Cuori induriti, orecchie sorde, occhi ciechi. Abbiamo iniziato qualche anno fa, bloccando la rotta balcanica, lasciando il lavoro sporco nelle mani di Erdogan e riempiendo le sue tasche di laute ricompense. In questo caso era l’Europa che lo voleva. I Paesi dell’Est avevano iniziato a erigere muri di filo spinato, a praticare respingimenti ai confini e minacciare ritorsioni. La Germania, che pure a lungo ha fatto la sua parte nell’accoglienza dei migranti, ha detto “basta”. Chi si è sempre occupato di migranti ha alzato la voce per ricordare che i campi profughi turchi erano e sarebbero rimasti campi profughi, in cui parcheggiare sine die, in condizioni spesso disumane, migliaia di bambini, donne e uomini. Voci nel deserto. L’opinione pubblica del vecchio continente ha preferito far finta di nulla e accontentarsi dell’auspicio che prima o poi quei campi sarebbero stati “umanizzati”.

Nel frattempo la rotta mediterranea è diventata sempre più affollata, con l’inevitabile tributo di morte. L’Italia, per anni, nell’indifferenza generale, ha fatto davvero la sua parte. Migliaia e migliaia di persone sottratte al mare. Lampedusa campione di umanità. La Guardia Costiera sotto pressione. L’arrivo delle navi delle ONG per salvare quante più persone possibile. Certo, in terraferma le cose non andavano altrettanto bene. Centri di prima accoglienza al collasso, tempi di valutazione delle richieste di asilo insostenibili, migliaia di migranti lungo lo stivale fuggiti in cerca di altre destinazioni europee. Approssimazione, disorganizzazione, talvolta corruzione. Qualcuno ha iniziato a soffiare sul fuoco enfatizzando problemi gravi ma non irrisolvibili, cercando di capitalizzare il disagio sociale.

E così si sono affacciati nuovi scenari. Il “realismo” di Minniti e qualche indagine della magistratura avviano il processo di delegittimazione delle ONG. Ma non erano arrivate nel Mediterraneo perché la Guardia costiera non era in grado di rispondere a tutte le esigenze? Sarà stato pure così ma da allora vengono presentate come i taxisti del mare, i migliori alleati (se non i complici) degli scafisti. La soluzione è nell’intesa con la Libia. Prima i colloqui con i sindaci, poi con il traballante Governo. E così abbiamo sostenuto la Guardia costiera libica (mezzi, addestramenti, soldi) affinché bloccasse le partenze. E dove sarebbero dovuti andare i profughi? Ovviamente nei campi profughi libici. Ma non erano campi di prigionia al servizio dei mercanti di morte? Certo, ma con l’intervento del Governo libico, con il supporto dell’Onu, con i soldi dell’Italia e dell’Europa in breve tempo sarebbero diventati veri e propri campi di accoglienza. Come in Turchia? Certo, come in Turchia, anzi meglio. Anche in questo caso non sono mancate le denunce, gli appelli, l’urlo disperato di chi continua a reclamare il rispetto dei diritti umani. Ma ormai i tempi erano cambiati e l’umanità era già sul viale del tramonto.

Come tutti sanno, al peggio non c’è mai fine. Salvini blocca l’Aquarius. Le ONG vengono additate all’opinione pubblica come organizzazioni dove militano centinaia di “illusi”, di fatto al servizio degli scafisti. L’Italia è stanca dell’invasione dei migranti. Poca importa che, a torto o a ragione, i flussi siano diminuiti dell’80%. L’Italia fa la voce grossa in Europa. Si affacciano inedite alleanze a difesa dei confini, non si capisce bene se dell’Europa o dei singoli Stati. Il diritto del mare è carta straccia. Questa volta l’Italia fa sul serio, non si farà prendere in giro dalle promesse di Bruxelles, non si impietosirà al primo naufragio.

Infine la battaglia dei rom. In questo caso interveniamo per portare a scuola i bambini, sottraendoli alla delinquenza. Peccato che questa nobilissima missione non sia stata affidata agli insegnanti di strada, che da anni lottano contro la dispersione scolastica, ma al Ministero dell’Interno. Abbiamo bisogno delle maniere forti, di decisioni nette, scrollandoci di dosso quell’incapacità strutturale del sinistrume di affrontare i problemi veri.

Dove è finito il diritto? Dove è finita l’umanità? Dove sono le strategie di accoglienza e integrazione? Ma davvero crediamo che i migranti siano il principale problema del Pese? Abbiamo mai letto i dati relativi ai flussi migratori? Crediamo davvero che questo sia un Pese insicuro per qualche episodio di microcriminalità? Invece la criminalità organizzata e la corruzione non ci spaventano affatto. Anzi, sarebbe il caso di togliere la scorta a Saviano perché costa troppo alle tasche degli italiani.

Non possiamo accettare questo cumulo di menzogne. Non possiamo “negoziare” valori con la miope speranza di conquistare qualche voto. Se non iniziamo a esigere con intransigenza il rispetto della verità, se non riprendiamo ad affermare con forza le ragioni del diritto e dell’umanità, anche a costo di apparire ingenui e fuori dal tempo, diventeremo complici di un futuro cupo e assai incerto.  

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