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Procura di Palermo: le Ong non sono colluse con scafisti e mafie

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La procura di Palermo ha decretato che non ci sono legami tra le Ong impegnate nei salvataggi di migranti in mare e gli scafisti.

In realtà l’inchiesta della procura ha anche accolto la richiesta della Direzione dipartimentale antimafia che ha ritenuto le attività delle Ong impeccabili ed esenti da interessi privati.

Il giudice per le indagini preliminari ha dunque archiviato il procedimento istituito a carico delle associazioni Golfo Azzurro  –  per lo sbarco sull’isola di Lampedusa di 220 migranti soccorsi in mare e Sea Watch – per il cambio rotta da Malta alle coste italiane – concludendo, come scritto, che non ci sono collusioni tra scafisti che organizzano viaggi della speranza al largo delle coste libiche e le operazioni di ricerca e salvataggio delle Ong.

Infatti i giudici hanno affermato: «Non si ravvisano elementi concreti che portino a ritenere che esistano connessioni tra i soggetti intervenuti nel corso delle operazioni di salvataggio a bordo delle navi delle ong e i trafficanti operanti sul territorio libico. Le indagini svolte, invero, non hanno permesso di appurare la commissione di condotte penalmente rilevanti da parte del personale Ong mentre non si è riusciti ad identificare i soggetti operanti in Libia cui ascrivere le condotte di smuggling».

Ma c’è ancora altro: ha riferito infatti il giornale Antimafia Duemila che il procuratore aggiunto Marzia Sabella e i pm Gery Ferrara e Claudio Camilleri hanno escluso che la Sea Watch avesse adottato «comportamenti incongruenti» come segnalato dalla Guardia di Finanza e che la rotta della nave verso il nostro Paese è stato solo il risultato di «una corretta gestione delle operazioni di salvataggio» ed è stata pertinente la decisione di approdo alle coste italiane invece di quelle  maltesi.

Pertanto il presunto reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina da parte dell’ Ong non sussiste.

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