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L’impegno dell’Acri a sostegno del Burkina Faso

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Con un impiego di 4,5 milioni di euro e la collaborazione con sei organizzazioni italiane e un centro di ricerca (Acra, Cisv, Fondazione Slow Food per la Biodiversità, Lvia, Mani Tese, Watinoma, CeSPI), “Fondazioni for Africa Burkina Faso” ha contribuito a migliorare le condizioni di vita di 9.500 beneficiari diretti e di circa 60.000 indiretti, in 7 regioni rurali del Paese, puntando sul miglioramento della qualità e della quantità delle produzioni locali.

Sono questi i risultati ottenuti in appena 3 anni dal progetto promosso in Burkina Faso dall’Acri, l’associazione che riunisce le Fondazioni di origine bancaria. Molto è stato fatti, in questo triennio, infatti, a sostegno della popolazione di questo Paese che conta poco meno di 280mila chilometri quadrati nel Centro-Nord dell’Africa Occidentale, senza alcuno sbocco al mare e una popolazione di circa 20 milioni di abitanti, con un’età media di 17 e un’aspettativa di vita di poco inferiore ai 50 anni.

«Le Fondazioni di origine bancaria», spiega Giuseppe Guzzetti, presidente di Acri, «dal 2014 sono impegnate in questo territorio con l’iniziativa coordinata da Acri “Fondazioni for Africa Burkina Faso”, che ha l’obiettivo di contribuire a migliorare la qualità di vita dei suoi abitanti, partendo dal fondamentale diritto al cibo». L’iniziativa si propone di favorire le condizioni di sviluppo di questo Paese, grazie a un articolato piano di collaborazioni e una dotazione complessiva di 6,3 milioni di euro, di cui 1,8 stanziati negli ultimi due anni per consolidare i risultati raggiunti nei primi tre.

Produrre e consumare locale è la filosofia alla base delle azioni promosse, perché, in un contesto dove circa il 90% della popolazione è impiegata nel settore agricolo, la terra è la chiave per garantire il diritto al cibo alla sua popolazione e dare basi solide a uno sviluppo sostenibile, endogeno e duraturo. In particolare, tra gennaio 2014 e febbraio 2017 le azioni promosse da “Fondazioni for Africa Burkina Faso” hanno consentito di migliorare la produzione e la commercializzazione di 4 prodotti fondamentali per l’alimentazione locale, quali miele, soia, riso, ortaggi e dei loro derivati, con 18.750 tonnellate prodotte e 1,9 milioni di euro di vendite generate; hanno rafforzato 25 organizzazioni contadine e migliorato le competenze di 7.500 produttori e produttrici; hanno promosso l’agroecologia e il valore della biodiversità in 80 villaggi del paese; hanno migliorato l’inclusione finanziaria di oltre 1.500 contadini grazie all’introduzione di sistemi di microfinanza rurale; hanno promosso 3 nuove imprese sociali rurali e hanno coinvolto oltre 2.000 donne nei processi produttivi e nei meccanismi decisionali delle organizzazioni contadine. In ciascun intervento, infatti, un’attenzione particolare è stata rivolta al coinvolgimento delle donne, contribuendo a renderle più consapevoli del loro ruolo fondamentale per l’economia.

Oltre alle Fondazioni di origine bancaria (hanno partecipato in 28), l’iniziativa ha visto coinvolti numerosi protagonisti del mondo della cooperazione, sia privati che pubblici, quali Ong, associazioni di migranti in Italia ed enti locali. Con tre di questi ultimi in particolare – Regione Veneto, Regione Piemonte e Provincia Autonoma di Bolzano – attraverso il meccanismo del “matching fund” è stato possibile, da una parte, aumentare le risorse del programma, dall’altra, condividere strategie e avviare interventi complementari sia in Italia che in loco. Inoltre, sempre in termini di  “matching fund” è stato sottoscritto uno specifico Protocollo d’Intesa Acri-Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per il trasferimento di know-how amministrativo in alcune municipalità dei territori del Burkina Faso interessati dall’iniziativa delle Fondazioni.

I risultati dell’intera iniziativa sono raccolti in dettaglio nel volume “La Terra, le Persone, il Futuro”, scaricabile dal sito www.fondazioniforafrica.org.

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