Diritti Umani

Pubblicato il 20 giugno 2018

Gli Usa di Trump abbandonano il Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu

A sorpresa ma non troppo gli Stati Uniti di Donald Trump hanno deciso di ritirarsi dal Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu. Ma non solo: lo hanno fatto in modo molto poco diplomatico, proferendo apertamente accuse di ipocrisia nei confronti dell’organismo stesso.

Infatti sia il segretario di Stato Mike Pompeo sia l’ambasciatrice americana presso l’Onu Nikki Haley hanno definito l’organismo «ipocrita, egoista e foriero di situazioni imbarazzanti», attribuendo la responsabilità della decisione Usa ai “pregiudizi” dell’Onu contro Israele, spesso causa di irritazione da parte del  presidente.

La stessa Haley ha più volte criticato l’organismo Onu riguardo il trattamento riservato a Israele e ha spiegato: «Quando questo organo approva più di 70 risoluzioni contro Israele, un Paese con una forte posizione sui diritti umani, e solo sette risoluzioni contro l’Iran, che invece ha una pessima reputazione in materia, sai che qualcosa è profondamente sbagliato».

Del resto, il Consiglio – fondato nel 2006 – ha sempre mantenuto in agenda il tema delle presunte violazioni commesse dal governo israeliano nei territori palestinesi, quindi Washington sostiene che l’organismo sia manovrato da nemici di Israele, tanto è vero che proprio gli Usa hanno chiesto più volte che venissero sanzionati o espulsi quei Paesi che non rispettano i diritti umani come Venezuela, Cina, Cuba, Egitto, Repubblica Democratica del Congo e Iran. La stessa richiesta non è stata fatta per Paesi come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, fedeli alleati degli USA, nonostante siano impegnati da anni in una devastante guerra nello Yemen, causa di una vera e propria catastrofe umanitaria di cui più volte abbiamo dato conto, per esempio qui.

Va da sé che è stato immediato il plauso di Israele, il cui ambasciatore all’Onu Danny Danon ha affermato: «Il Consiglio dei Diritti Umani è da tempo nemico di coloro che veramente hanno a cuore i diritti umani nel mondo. Gli Stati Uniti hanno dimostrato ancora una volta il loro impegno alla giustizia e alla verità e la loro riluttanza a consentire all’odio cieco nei confronti di Israele nelle istituzioni internazionali di restare incontrastato». Parole riprese dal ministro degli Esteri Benyamin Netanyahu che ha difeso Israele come «unica e vera democrazia del Medio Oriente», naturalmente ringraziando Trump.

A voler ben vedere, questo abbandono del Consiglio dei Diritti Umani è soltanto l’ultima, in ordine di tempo, di una serie di azioni isolazioniste condotte da Donald Trump, la cui politica è cominciata con il muro ai confini del Messico e il respingimento dei migranti, per arrivare all’uscita dall’Accordo di Parigi Cop21 firmato dal suo predecessore Barak Obama e all’abbandono del trattato di libero scambio transpacifico (TPP). Si è anche ritirato dall’accordo sul nucleare iraniano, ha dato l’addio all’Unesco e, cosa di cui avevamo scritto qui, ha iniziato una vera e propria guerra dei dazi contro Cina e Europa.

Il mandato di Trump è iniziato da circa un anno e mezzo ma è lecito temere che le sorprese non siano finite.

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Patrizia Abello

Sono nata a Milano da genitori piemontesi. Mi sento però a tutti gli effetti milanese perché amo profondamente la mia città. Ho svolto nel corso degli anni praticamente tutti i lavori inerenti ad aziende di commercio alimentare. Sono poi passata a interessarmi di economia e finanza ma le mie passioni rimangono quelle umanistiche, in particolare la Storia. Mi piace molto scrivere, attività che ho sempre svolto con molta passione.

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