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Nonostante Cop21 i Paesi del G7 sovvenzionano ancora combustibili fossili

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Nell’ultimo G7 tenutosi in Canada, non soltanto gli Stati membri non hanno raggiunto alcun tipo di accordo, ma non sono nemmeno riusciti a tagliare le sovvenzioni di combustibili fossili alle industrie.

Sono state tante le dichiarazioni di buoni intenti, ma uno studio di Overseas development instistute (Odi) ha dimostrato come i Paesi del G7  – Stati Uniti, Canada, Giappone, Regno Unito, Francia, Germania e Italia – continuino a sovvenzionare le fonti tradizionali.

Lo studio ha esaminato i dati che i Paesi hanno reso disponibili e stimato quindi che in totale i sussidi forniti annualmente ai settori di gas, petrolio e carbone ammontino a 100 miliardi di dollari, importo in netta contrapposizione rispetto all’accordo di Parigi in cui gli stessi Paesi si erano impegnati a sostenere l’energia pulita riducendo l’incidenza dei combustibili fossili, per arrivare a eliminarli definitivamente entro il 2025.

Odi ha quindi dimostrato che non solo i Paesi emergenti sostengono il mercato dei combustibili fossili, come si crede comunemente, ma gli stessi Paesi che hanno promesso una maggiore attenzione nel 2015 e 2016 hanno destinato ingenti risorse economiche a quel mercato.

Non solo: in una classifica che ha preso in esame impegni, trasparenza e azione è la Francia che si è collocata al primo posto e gli Stati Uniti all’ultimo – dato evidenziato dallo studio a partire dall’insediamento del presidente Trump che notoriamente ha sostenuto l’industria dei combustibili fossili a discapito dell’opinione pubblica americana –; la Germania ha ottenuto buoni risultati per impegno e trasparenza ma è stata molto meno attenta alle azioni concrete per limitare i combustibili fossili.

Infine lo stesso studio rileva come il nostro Paese sia terzultimo in questo elenco, dal momento che continua a spendere per le industrie di gas e petrolio. Infatti, se è vero che abbiamo eliminato quasi completamente il sostegno all’estrazione di carbone, lo è altrettanto che spendiamo risorse pubbliche per la ricerca di combustibili fossili all’estero, la qual cosa non fa del nostro un Paese all’avanguardia.

Purtroppo questo G7 è terminato in modo brusco e davvero negativo, con il presidente Trump che ha ritirato il sostegno degli Stati Uniti al comunicato congiunto presentato alla fine del summit.

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