fundraising

Pubblicato il 12 giugno 2018

Hai bisogno di una consulenza in fundraising? Promemoria per partire con il piede giusto

Abbiamo parlato molto di fundraising e di raccolta fondi. Ora vorrei proporre ai lettori un promemoria (scritto da me e dalla collega Elena Zanella) che è utile tenere a mente qualora si decidesse di richiedere la consulenza di un fundraiser.

  1. Prima del fundraising c’è la comunicazione. La prima verifica passa quindi da una valutazione del tipo di comunicazione adottata: se l’organizzazione non comunica o comunica male la propria mission, in primis, bisognerà lavorare a questo.
  2. L’organizzazione che vuole utilizzare il fundraising deve investire in comunicazione. Sono necessari modifiche e/o aggiornamenti del sito web, dei social network e del materiale cartaceo: tutti strumenti fondamentali per informare i cittadini riguardo alle diversi modi di donare a favore dell’organizzazione. Quanto prodotto deve essere studiato e realizzato in modo integrato.
  3. Per organizzare un piano di raccolta fondi e vederne i risultati serve tempo e impegno da parte di tutti: consulenti e organizzazione.
  4. Un programma di fundraising prevede azioni che vanno dai 12 e i 36 mesi ed è molto difficile avere risultati immediati se si parte da zero.
  5. Il consiglio direttivo deve impegnarsi nelle attività di fundraising supportando, per quanto possibile, le iniziative organizzate per raccogliere fondi.
  6. I volontari vanno motivati e resi partecipi delle attività di raccolta fondi. Molto spesso, senza volontari è impossibile organizzare attività di raccolta fondi.
  7. Delegare: nessuno può fare tutto da solo. L’organizzazione deve saper suddividere i compiti tra i propri membri.
  8. Network: l’organizzazione deve accrescere e consolidare la propria rete di contatti. Per questo è utile e consigliabile fornirsi di un database di tipo relazionale per la gestione dei contatti e dei donatori.
  9. Investire su se stessi: l’organizzazione che vuole fare fundraising, deve anche avere il coraggio e la voglia di cambiare modalità di gestione e funzionamento. Formazione e profonda analisi interna sono capisaldi nelle strategie di fundraising.
  10. Per raccogliere fondi, ci vogliono fondi.

Ne manca una, che è più un consiglio: il fundraiser non deve lavorare a percentuale. Non è etico, non è professionale, non è intelligente, non porta grandi vantaggi all’associazione e le lascia fare quello che non dovrebbe mai fare: lo spettatore.

 

 

 

 

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Raffaele Picilli

Esperto in fundraising e people raising per organizzazioni Nonprofit ed Enti Pubblici. Nel 2001 fonda il network di consulenti per il Nonprofit Raise the Wind.

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