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DPCM: approvato rimborso spese per adozioni internazionali

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La Commissione adozioni InternazionaliCai – annuncia che è finalmente arrivato il DPCM che stanzia circa 40 milioni di euro per i rimborsi delle spese sostenute per le procedure di adozioni internazionali già avvenute e concluse tra gennaio 2012 e dicembre 2017.

La pubblicazione in GU è prossima e recherà la firma della sottosegretaria Boschi, in carica con il governo per il disbrigo di affari correnti; la Commissione ha pubblicato sul proprio sito il testo completo del DPMC che reca la data del 3 maggio, con relativa ratifica da parte della Corte dei Conti.

Di fatto, le coppie coinvolte in questo rimborso saranno 11.138 – riconosciute grazie ai numeri indicati dalla Cai nei diversi rapporti statistici – e i minori adottati sono stati 13.664, nei sei anni considerati.

Le domande di rimborso andranno presentate attraverso il portale online Adozione Trasparente e, nel caso gli interessati abbiano già chiesto in precedenza rimborsi alla Cai, vanno reinviate le richieste in nuova istanza, seguendo la nuova formula del portale.

Intanto si precisa che il 50% delle spese sostenute per adozioni internazionali sono deducibili e quindi la richiesta di rimborso del DPCM può riguardare l’altro 50% delle spese per le procedure di adozioni internazionali o affidamento di minori stranieri.

Due saranno i tipi di rimborso spese, entrambi collegati a due distinte fasce di reddito:

– massimo 5.000 euro per la fascia in cui i genitori abbiano un reddito complessivo fino a 35.000 euro;

– massimo 3.000 euro per la fascia con un reddito complessivo fra 35.000 e 70.000 euro.

In realtà questo Decreto è arrivato in modo inatteso, poiché il Cai lo scorso anno aveva annunciato i rimborsi ma solo per il 2011 spiegando che, dopo quelli, non sarebbe stato dato seguito ad altri rimborsi non essendoci fondi, e quelli stanziati dal DPMC di quel momento – a firma Giovanardi – coprivano solo e soltanto il 2011. Successivamente, sempre nel 2017, era stata lanciata una petizione dal Coordinamento CARE che ha raccolto oltre 8.300 firme in pochi giorni per chiedere, appunto, che il Governo ne firmasse uno nuovo. Ora speriamo, come afferma la vicepresidente Cai Laura Laera, che si attivino nuove procedure.

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