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Lo Iom denuncia la situazione disumana dei migranti in Yemen

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La situazione dei migranti in Yemen è estremamente preoccupante. Lo ha dichiarato – rivelano fonti Ansa – Mohammed Abdiker, direttore delle operazioni e delle emergenze dello Iom, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni dell’Onu.

Lo stesso Abdiker ha chiesto per i migranti un «maggiore sostegno e protezione sia dalla comunità internazionale che dalle autorità locali».

Si stima infatti che circa 7.000 migranti entrino nello Yemen ogni mese e che il loro numero totale nel 2017 sia arrivato a circa 100.000 persone che avrebbero il desiderio di raggiungere i Paesi del Golfo e in particolare l’Arabia Saudita.

Purtroppo sia durante il viaggio per raggiungere lo Yemen, sia nel Paese stesso molti migranti – soprattutto i più giovani – soffrono per mano di trafficanti criminali che si rendono responsabili di gravi persecuzioni nei confronti di persone indifese e disorientate; pare addirittura ci siano abusi fisici e sessuali nei loro confronti, torture per ottenere un riscatto, lavori forzati naturalmente senza retribuzione alcuna, omicidi e detenzione arbitraria e abusiva per lungo tempo. Alcuni migranti vengono inoltre utilizzati per combattere nei conflitti in corso nel Paese, subendo ferite o morendo sotto i bombardamenti.

Abdiker parla con gravità della situazione, spiegando di aver incontrato adolescenti in grave pericolo considerati mera merce per i trafficanti e infatti oggetto della tratta degli esseri umani.

Nel 2017 lo Iom ha potuto aiutare circa 3.000 persone a uscire dallo Yemen e tornare al proprio Paese di origine: il 73% di essi era somalo, il 25% etiope e il restante 2% di altre nazionalità.

Sostiene infine il direttore Iom: «Lo Yemen sta vivendo la peggiore crisi umanitaria del mondo, non è ovviamente una via sicura per i migranti» e prosegue con amarezza: «Lo scorso agosto, il mondo è rimasto scioccato quando decine di adolescenti etiopi e somali, sognando una vita migliore, sono stati spinti con la forza dai trafficanti nel mare al largo delle coste dello Yemen e sono annegati. Questo shock non si è tradotto in una maggiore protezione per gli altri giovani migranti, che possono solo permettersi di prendere una via di migrazione mortale attraverso una zona di conflitto».

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