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Equilibrio tra lavoro e vita privata: in quale Paese espatriare?

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Conciliare la vita lavorativa e quella privata non è sempre semplice. A fare la differenza, però, non è solo il numero di ore lavorative in una giornata, ma anche una serie di fattori che variano molto da Paese a Paese.

Qual è allora il posto nel mondo dove i lavori riescono a trovare un maggiore equilibrio tra sfera privata e modo del lavoro? A stilare una classifica, coinvolgendo 13 mila persone provenienti da 188 Paesi del mondo, è InterNations, la rete più grande del mondo per le persone expat (espatriate). Al primo posto c’è la Danimarca, che come sappiamo è uno dei Paesi del Nord che spesso conquistano le classifiche di vivibilità rispetto ad altre nazioni del mondo. A Copenaghen e negli altri centri danesi, gli espatriati mostrano una soddisfazione per l’equilibrio tra vita privata e lavoro (work-life balance) pari al 76%. Nello stesso Paese europeo, gli expat sono molto soddisfatti dell’orario di lavoro (82%) che in media, per un tempo pieno, è pari a 39,7 ore. Gli espatriati che lavorano a tempo pieno in Danimarca hanno la settimana lavorativa più breve tra i Paesi in primo piano. Forse è quel beneficio che attrae persone con alta istruzione: quasi la metà degli intervistati (47%) ha un master o simili, e il 12% possiede un dottorato di ricerca, che è il doppio della media globale (6%).

Al secondo posto trova spazio il Bahrain, dove la soddisfazione per il work-life balance è del 69% e quella per l’orario di lavoro (pari a 42,9 ore) è del 72%. La soddisfazione deriva dall’avere il tempo per rilassarsi dopo il lavoro e dalla possibilità (per il 70% degli intervistati) di guadagnare di più, a parità di mansione, rispetto al loro Paese di origine.

Torniamo in Europa per incontrare, al terzo posto, la Norvegia (soddisfazione per il work-life balance 72%, soddisfazione sull’orario di lavoro 77%, orario di lavoro medio a tempo pieno 42,9 ore). In questo Paese si lavora 1,4 ore in meno rispetto alla media, ma il 72% degli intervistati crede di fare più di quanto farebbe in un lavoro simile a casa.

Appena dopo il podio si colloca la Repubblica Ceca dove, nonostante si lavori un po’ più della media globale (44,9 ore), la soddisfazione è dovuta alle prospettive di carriera (65% contro il 53% a livello globale) e alla sicurezza lavorativa (74% contro 57% a livello globale).

Seguono la Nuova Zelanda, la Svezia, il Costa Rica, i Paesi Bassi, l’Oman e Malta, dove più della metà degli intervistati afferma che il reddito disponibile delle famiglie è più che sufficiente per coprire tutto ciò di cui hanno bisogno per vivere felicemente sull’isola.

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