Maduro

Pubblicato il 25 maggio 2018

Nicolás Maduro rieletto presidente in Venezuela

In un Venezuela dilaniato da una crisi economica devastante, le elezioni sono state vinte da Nicolás Maduro del Partito Socialista unito del Venezuela, che è stato rieletto presidente del Paese con il 67.7% dei voti, percentuale che corrisponde a poco meno di 6 milioni di votanti.

Il suo antagonista principale, Henri Falcón di Avanzata Progressista, ha ottenuto poco meno di 2 milioni di preferenze, e ha lanciato accuse di brogli elettorali.

Accuse con cui si sono trovati d’accordo i presidenti di ben 14 Paesi, tra cui Brasile, Argentina, Colombia e Guatemala, che non intendono riconoscere il risultato delle elezioni venezuelane.

Non solo, si è anche arrivati al fatto che la missione statunitense alle Nazioni Unite abbia scritto su twitter: «Le cosiddette elezioni in Venezuela sono un insulto alla democrazia … È ora che Maduro se ne vada».

In effetti il presidente ha minacciato e favorito i suoi elettori durante la campagna elettorale ma, ciononostante, l’affluenza alle urne è stata molto bassa, fermandosi al 46% degli aventi diritto.

Addirittura, il numero di elettori pare sia diminuito anche nei quartieri che sostenevano Maduro sin dall’inizio del suo mandato, ovverosia dal 2013, anno della morte del suo predecessore Hugo Chávez. Quest’ultimo era molto amato dal popolo grazie alle sue politiche di agevolazione concesse alle categorie sociali più deboli e alla stabilità economica del Paese.

Tra l’altro, le idee politiche di Nicolás Maduro non si discostano da quelle di Chávez, ma la gravissima crisi economica ha determinato un grave empasse. La crisi infatti si è determinata quando il prezzo del petrolio è crollato e – essendo il Venezuela un Paese appartenente all’Opec – sono diminuite in modo drastico le sue esportazioni e soprattutto i suoi ricavi. Purtroppo le importazioni di materie prime sono diventate difficili, sono venuti a mancare generi di prima necessità e soprattutto l’inflazione e il debito pubblico sono saliti oltre misura.

Non solo la popolazione è ridotta alla fame, ma il tasso di criminalità – come è tipico dei momenti di forte crisi – è aumentato a dismisura, tanto che la capitale Caracas è attualmente considerata la seconda città più violenta del mondo.

Se, come risulta, la situazione di alto degrado è stata denunciata da diverse organizzazioni umanitarie,  Amnesty International ne ha stilato un report dettagliato.

Dal canto suo pare che il governo non faccia altro che mettere a tacere i dissidenti, mentre Nicolás Maduro esulta per la vittoria, apprestandosi quindi a restare in carica per i prossimi cinque anni in un Paese martoriato.

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Milena Pennese

Estroversa, creativa, curiosa e passionale, credo nei progetti e nella passione che alimentano il gusto delle nuove sfide. Amo leggere, viaggiare, passeggiare in montagna e ascoltare buona musica. La mia più grande passione è la scrittura.

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