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“Loro” di Paolo Sorrentino

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Il premio Oscar Paolo Sorrentino torna al cinema e lo fa con “Loro“, un film diviso in due parti.

Dopo la cronaca, la cinematografia. Seconda metà anni 2000, Villa Certosa, Silvio Berlusconi.

Sergio Morra, imprenditore pugliese, si avvicina al “Presidente” (chiamato così da tutti, forse per l’incarico ricoperto, forse per l’eco del potere che è in grado di esercitare) proponendogli una corte di ragazze consapevoli, bisognose e spregiudicate in cerca di affermazione personale e professionale.
Interpretato da Riccardo Scamarcio, Morra cerca di entrare nel giro che conta attraverso cocaina e feste che ambiscono a farsi notare; al contempo Berlusconi cede ai suoi istinti più oscuri.
In questo modo prendono forma le cosiddette “cene eleganti”, luogo di scambio nel quale Berlusconi riesce a vendere il sogno del successo, ampiamente ricambiato da donne che si prostrano alle sue volontà. In fondo ha sempre fatto il venditore, mestiere che gli riesce piuttosto bene.

Speculare è il rapporto con Veronica, una incredibile Elena Sofia Ricci, che frana inesorabilmente al crescere delle smanie di potere e del bisogno di attenzioni del marito. Entrambi, ognuno a modo proprio, cercano di andare avanti, di analizzare i propri sentimenti, distanti ma insieme. Fino a che, in una scena di rabbia e amore, si urlano tutto quello che covano dentro (o quasi).
È difficile immedesimarsi nei due personaggi ma si sente una tensione fortissima tra loro, un’appartenenza dell’uno all’altra che si è andata sgretolando.

Sullo sfondo personaggi sfumati: Paolo Spagnolo, impeccabile e sempre vestito di bianco assistente di Berlusconi; Cupa, parlamentare e amica ma anche traditrice; Dio, non meglio identificato potente. In questo panorama la vita politica procede, le leggi indeboliscono la figura del Presidente ed un rilancio è necessario: e allora perché non vendere il sogno di essere determinanti in parlamento?
La tecnica e il carisma ci sono, basta convincere le persone.

Paolo Sorrentino, regista e sceneggiatore del film, ritrae come fosse un pittore i luoghi e i personaggi: ogni scena è un quadro, dalla composizione ai colori, tutto è perfetto. La Sardegna fa da sfondo agli avvenimenti ed i suoi colori si impongono nella fotografia. I dialoghi sono calibrati in modo perfetto e rispondono esattamente alle parole che ci si aspetterebbe dai protagonisti.
Toni Servillo è splendido nel ruolo di Silvo Berlusconi, somigliante (un trucco stupefacente) ma non parodia, si muove a suo agio in una Villa Certosa del tutto verosimile e riesce a rendere tratti di Silvio Berlusconi perfettamente rispondenti alla realtà.

La redazione consiglia questo film perché è tecnicamente impeccabile e perché illumina intimi aspetti di un personaggio che conosciamo nella sua dimensione pubblica. Nota personale: data la debole memoria umana, “Loro” aiuta a riportare alla mente momenti moralmente discutibili della recente storia politica.

"Con i piedi nel fango. Conversazioni su politica e verità" di Gianrico Carofiglio
Massimo Recalcati, Lessico Famigliare

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