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Pubblicato il 23 maggio 2018

Papa Francesco: essere felici è…

Qualche giorno fa Papa Francesco ha pronunciato parole importanti sulla felicità. Come ben sanno i nostri lettori noi lavoriamo quotidianamente sulla dimensione collettiva della felicità, sui percorsi che indirizzano verso il bene comune. Siamo meno interessati alla sua dimensione individuale, troppo legata ai destini personali (che a volte si affermano anche a discapito di quelli altrui), o alla condizione psicologica di un momento.

Eppure, nel testo di Francesco, esplicitamente rivolto alla singola persona, c’è una dimensione relazionale che colpisce. Ogni declinazione della felicità richiama il rapporto con l’altro nella sua concretezza, nelle difficoltà, talora nella sua durezza. Essere felici è “non è solo godersi il sorriso”, essere felici “è attraversare i deserti”, “essere felice non è avere una vita perfetta”, “essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice”. Questa interpretazione della felicità convince e affascina e, quindi, merita tutta la nostra attenzione.

Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento. Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni.

Essere felici significa trovare la forza del perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l’amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell’anonimato. Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro se stessi. Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino.

E’ attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un’oasi nel profondo dell’anima. E’ ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita.  Essere felici è non avere paura dei propri sentimenti ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un “no” e ritrovare la fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate. E’ baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono.

Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice. E’ avere la maturità per poter dire: “Ho fatto degli errori”. E’ avere il coraggio di dire: “Mi dispiace”. E’ avere la sensibilità di dire: “Ho bisogno di te”. E’ avere la capacità di dire: “Ti amo”.

Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità…che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza. E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta.

Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza. Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza. Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza.

Non mollare mai… Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano. Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile.

Papa Francesco.

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Antonella Luccitti

Giornalista e direttore responsabile del portale "Felicità Pubblica". Amo la scrittura, il cinema e i viaggi.

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