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In Nigeria sono le donne a puntare sulle energie rinnovabili

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Secondo quanto riporta la Thomson Reuter foundation  la Nigeria ha fissato diversi obiettivi per migliorare le condizioni della popolazione e tra questi spicca la volontà di raggiungere con l’elettricità il 90% della popolazione entro il 2030. Soprattutto, almeno un terzo di questa energia dovrebbe provenire da fonti rinnovabili.

La Nigeria è popolata da 198 milioni di persone e oltre la metà di queste non ha accesso all’energia elettrica e le uniche fonti di energia sono ancora carbone o legna. Eppure è un Paese produttore di petrolio il cui 90% viene esportato e tuttavia la povertà energetica è un problema grave.

Sono però nate diverse campagne guidate soprattutto da donne, come Power for All che punta a promuovere l’energia rinnovabile decentralizzata che abbia un approccio rapido, economicamente vantaggioso ma soprattutto efficiente e sostenibile; dal 2016 alla sua guida si è prestata Ify Malo, avvocato e imprenditrice. Quest’ultima ha appena avviato il nuovo programma Women Dre (energia rinnovabile decentralizzata per le donne), con l’obiettivo di formare giovani imprenditrici nel settore del fotovoltaico e dare loro l’opportunità di diventare produttrici e distributrici di energia elettrica.

E non dimentichiamo come sia un’altra donna, l’ingegnere Damilola Ogunbiyi, a guidare la Rural electrification agency (Rea), la maggiore agenzia nigeriana responsabile della fornitura elettrica alle comunità rurali. Oppure ancora come la Renewable energy association of Nigeria (Rean) sia composta da un consiglio esecutivo a maggioranza femminile.

In Nigeria inoltre ci sono diverse iniziative dedicate alle donne, come la Rural women energy security (Ruwes) che punta non solo a migliorare l’economia rurale ma anche a proteggere la salute delle donne. Infatti sta procurando forni più efficienti per cucinare e nuove lampade, allo scopo di sostituire strumenti di riscaldamento e di illuminazione meno dannosi per la salute rispetto a quelli obsoleti presenti nelle abitazioni.

L’Usaid (Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale) riporta sul suo sito che «studi di settore hanno dimostrato che investire nelle ragazze e nelle donne ha un impatto positivo sulla produttività e sulla crescita sostenibile e includere le donne nel team di gestione di un’azienda può portare a una squadra più ricca di idee e di soluzioni».

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