lady bird

Pubblicato il 26 aprile 2018

“Lady Bird” di Greta Gerwig

Lady Bird” di Greta Gerwig è un film particolare, per non dire strano. Appena uscita dalla sala, avessi incontrato le interviste a caldo di Marzullo, avrei detto di essere disorientata.

La storia è la vita di una ragazza adolescente di nome di Christine, su sua imposizione chiamata da tutti Lady Bird, che sogna di andare via dalla città di Sacramento, California, per trasferirsi sulla East Coast. Lady Bird, la bravissima Saoirse Ronan, candidata all’Oscar come migliore attrice, sa benissimo che la strada verso New York è lunga e accidentata ma non demorde, persegue il suo desiderio con una sana ostinazione.

Frequenta un liceo cristiano, ambiente a lei non proprio congeniale ma al quale riesce ad adattarsi, si fidanza con un bravo ragazzo e lotta contro una famiglia che non capisce i suoi grandi sogni, o meglio che capisce i suoi sogni, ma non avendo tutti i mezzi per realizzarli, li ridimensiona.

D’altronde il contesto non è semplice. Miguel, il fratello, è un ragazzo senza particolari aspirazioni che vive con la fidanzata a casa dei genitori. Il papà, incantevole performance di Tracy Letts, rappresenta il principale alleato di Lady Bird nell’architettare il “piano di fuga” aiutando la figlia a trovare il suo lasciapassare per un college newyorkese: lui è una spalla indispensabile, capisce le aspirazioni della figlia e cerca di supportarla in tutti i modi; la mamma, Laurie Metcalf, interpreta la parte più realista della famiglia: razionale e pragmatica cerca di tenere a freno i sogni di Lady Bird incappando in scontri continui con la figlia. È un rapporto intenso quello tra le due donne; passano dall’andare d’accordo al litigio in un nonnulla, si rivolgono a stento la parola ma non riescono a stare una senza l’altra.

Pur nella non esaltante vita di provincia, piccoli avvenimenti possono innescare qualcosa di nuovo nella vita di Lady Bird. Uno di questi è sicuramente l’incontro con Kyle, musicista e molto affascinante, che rapisce cuore e mente di Christine; un altro è l’amicizia con Jenna, ragazza bella e popolare, che porta Lady Bird ad allontanarsi dalla sua migliore amica Julie.

L’aspetto più interessante di questo di questo film è il registro narrativo utilizzato: non c’è traccia di finzione, niente è romanzato; il linguaggio, i tempi, i silenzi combaciano perfettamente con quelli della vita reale. Potrebbe essere la cronaca sul grande schermo dei 17 anni di una ragazza di provincia.

Tutto questo avvicina lo spettatore alle sensazioni vissute dai protagonisti ma allo stesso tempo provoca quel fastidio tipico del troppo realismo: l’assenza di tutte quelle componenti che fanno di un film un momento in cui ci si distacca dalla vita quotidiana, in cui si vivono avventure lontane dalle nostre, lascia un certo grado di sconcerto.

Mi sento di consigliarlo per provare una sensazione diversa e poi rifletterci su.

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Camilla Cavallucci

Ho una passione per tutto ciò che riguarda la comunicazione, dalla pubblicità al giornalismo. Amo viaggiare e in particolare modo visitare le grandi città, adoro il mare e tornare a Francavilla. Adoro D’Annunzio, il suo manierismo e il suo egocentrismo.

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