Golden prize

Pubblicato il 26 aprile 2018

Assegnati i Goldman Prize, i “Nobel” per l’ecologia

I premi Goldman Prize, i “Nobel” dell’ecologia sono stati assegnati anche quest’anno premiando un totale di 7 persone, di cui 6 sono donne.

Il Goldman Prize è stato istituito nel 1989 da due filantropi, Richard e Rhoda Goldman, e viene assegnato annualmente agli attivisti ambientalisti di base, uno per ciascuna delle 6 regioni geografiche del mondo e cioè Africa, AsiaEuropa, Nord America, Sud e Centro America oltre alle isole e nazioni insulari.

Quest’anno a primeggiare sono state le donne, e l’unico uomo che ha vinto il Premio è stato il filippino Manny Calonzo che ha guidato la campagna che ha portato al bando le vernici al piombo nel Paese.

Ma veniamo alle donne protagoniste del Goldman Prize 2018:

Makoma Lekalakala e Liz McDaid, entrambe di circa 50 anni, sudafricane. Guidano due ong ecologiste, rispettivamente Earthlife Africa e Safcei. Nel 2014 l’organizzazione Earthlife riesce a scoprire un accordo segreto tra il governo sudafricano di Jacob Zuma e la Russia, per la costruzione di 8/10 centrali nucleari, un affare da circa 80 miliardi di dollari. Le due donne insieme lanciano una campagna di informazione e sit-in in tutto il Paese e arrivano a sottoporre l’accordo all’Alta Corte di Città del Capo che, nel 2017, stabilisce l’incostituzionalità dell’intesa e la fa saltare. Un bel successo.

Francia Marquez è invece una giovane colombiana che vive sulle montagne del Sud-Est della Colombia e ha guidato una marcia di 80 donne fino alla capitale Bogotà: 350 chilometri per chiedere la chiusura delle miniere d’oro illegali della sua regione. Giunte a Bogotà le donne hanno manifestato per strada per ben 22 giorni, finché il governo ha accettato di intervenire per chiudere le miniere in questione.

Khanh Nguy Thi è una scienziata vietnamita ed ha avuto un ruolo determinante nello spingere il suo governo a incrementare le fonti rinnovabili e a ridurre la dipendenza da fonti fossili come il carbone.

LeeAnn Walters, infermiera statunitense disoccupata, ha scoperto il forte inquinamento dell’acqua potabile nella cittadina di Flint, nel Michigan. Infatti, a causa della crisi economica e per risparmiare sulle spese, il consiglio cittadino di Flint ha deciso di attingere l’acqua direttamente dal fiume che attraversa la città, senza tenere in alcun conto che per decenni quell’acqua aveva ricevuto gli scarichi di industrie dell’auto e del loro indotto. Il triste risultato è che ci sono centinaia di casi di intossicazione da piombo nei dintorni, anche se l’acqua del fiume non viene più usata. Naturalmente questo è diventato un caso nazionale americano, ma si ignorano i provvedimenti nonostante il presidente Obama avesse dichiarato lo stato di emergenza naturale.

Infine la francese Claire Nouvian ha guidato con successo la campagna contro la pesca con le reti a strascico di profondità.

Senza alcun dubbio, sette persone da cui prendere esempio per un mondo migliore e più equo, venute alla ribalta grazie ai premi Goldman Prize.

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Patrizia Abello

Sono nata a Milano da genitori piemontesi. Mi sento però a tutti gli effetti milanese perché amo profondamente la mia città. Ho svolto nel corso degli anni praticamente tutti i lavori inerenti ad aziende di commercio alimentare. Sono poi passata a interessarmi di economia e finanza ma le mie passioni rimangono quelle umanistiche, in particolare la Storia. Mi piace molto scrivere, attività che ho sempre svolto con molta passione.

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