freccia 25 aprile

Pubblicato il 26 aprile 2018

25 aprile e 1° maggio: valori in corso!

Una serranda abbassata e lo slogan: “Valori in corso: chiusi per scelta”. E’ la condivisibile presa di posizione della Coop che in occasione del 25 aprile e del 1° maggio ha deciso di lasciare a casa i propri lavoratori chiudendo i propri punti vendita. “Libertà, uguaglianza e appartenenza: da sempre e oggi più che mai il nostro impegno, la nostra scelta, la nostra bandiera”, aggiunge il marchio della grande distribuzione.

La Coop ha scelto quindi di ricordare nella maniera più appropriata la liberazione dal nazifascismo avvenuta nel 1945 e la festa dei lavoratori. Ma come vengono percepite queste due importanti giornate dagli italiani? Una domanda a cui è difficile dare una risposta secca e univoca: c’è chi sente forti i valori racchiusi in queste celebrazioni, altri che lo vivono semplicemente come un giorno in cui staccare la spina e riposarsi, approfittando delle prime belle giornate di primavera per una gita fuori porta.

Senza voler fare di tutta l’erba un fascio, l’impressione è che gli italiani che vanno dai trent’anni in su abbiano ancora un grande rispetto per questi giorni rossi sul calendario, ne comprendano appieno il significato e ne condividano i valori in maniera più o meno forte e convinta. Per i più giovani, invece, la faccenda è un po’ più complicata. Del resto sono trascorsi ormai più di 70 anni da quel 25 aprile, ricordato per essere l’inizio della ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della repubblica di Salò dalle città di Torino e di Milano.

Nonostante gli insegnanti si sforzino di far studiare quell’avvenimento storico, fondamentale per il nostro Paese, infatti, per le nuove generazioni è sempre più difficile provare empatia per i loro connazionali costretti a subire le oppressioni nazifasciste. Sono trascorsi effettivamente troppi anni, i nonni di oggi sono i primi a non avere memoria storica di quegli avvenimenti ed è comprensibile, dunque, che per i Millennials il 25 aprile, le storie dei partigiani e tutto quello che ruota intorno alla Resistenza siano solo pagine di storia qualsiasi. Capita poi, però, di sentire adolescenti dichiarare che ai tempi del fascismo si stava meglio ed ecco che ci accorgiamo immediatamente che qualcosa nel nostro Paese non sta funzionando come dovrebbe.

Ma se non si può fare nulla contro lo scorrere del tempo, quello che è ancora possibile fare è cercare di trovare la maniera migliore per trasmettere ai più giovani quei valori che sono tutt’altro che anacronistici e, purtroppo, tutt’altro che scontati. A ricordarlo è stato ieri lo stesso presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «In tanti Paesi, le società di oggi, pur passate attraverso i drammi umani, le sofferenze e le macerie del ventesimo secolo, sembrano, talvolta, aver attenuato gli anticorpi all’egoismo, all’indifferenza e alla violenza. Chi ha lottato, chi ha sacrificato la propria vita, per la libertà, per la giustizia e per la democrazia costituisce un esempio per tutti e ci ha consegnato un patrimonio di valori che va custodito e trasmesso».

Quello che dovremmo fare, quindi, è andare a riscoprire tutti quei valori – dalla libertà all’uguaglianza – e soprattutto cercare di valutare, a mente lucida, quanto ancora in molti casi, anche nel nostro Paese, questi valori e questi diritti siano privati a molti. Solo così potremo non solo ricordare gli avvenimenti storici, ma rendere omaggio ai nostri connazionali protagonisti della Resistenza, e far sì che il loro coraggio e il loro sacrificio non vada sprecato.

Il direttore

Vignetta di copertina: Freccia.

Accordo tra Ue e Messico per gli scambi commerciali
Più doni meno bulli, al via la campagna social IID

Tags: , , , , , ,

Antonella Luccitti

Giornalista e direttore responsabile del portale "Felicità Pubblica". Amo la scrittura, il cinema e i viaggi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading Facebook Comments ...