eSwatini

Pubblicato il 24 aprile 2018

Lo Swaziland assume il nuovo nome di eSwatini

Dalle prossime settimane, potrebbe accadere che, qualora cerchiate lo Stato dello Swaziland in Africa, non lo troviate.

Non è scomparso, tantomeno ne sono stati ridisegnati i confini, semplicemente ha cambiato nome; pertanto, gli Stati del continente africano continueranno ad essere 55.

Lo Swaziland, che è l’ultima monarchia assoluta esistente in Africa, si chiamerà “eSwatini” che significa “la terra degli Swazi” nella lingua locale.

La decisione è stata assunta dal re Mswati III che regna nel piccolo Paese sudafricano sin dal 1986.

Il motivo è presto detto: lo Swaziland era rimasto uno dei pochi Stati dell’Africa australe che aveva mantenuto il nome imposto dai colonizzatori inglesi, e infatti l’annuncio della mutazione del nome è stato dato in occasione del cinquantesimo anniversario dell’indipendenza dai britannici. Non a caso, dal 2015 era in corso una discussione sul fatto se fosse o meno opportuno cambiare il nome del Regno che aveva coinvolto anche i sudditi, scontenti del fatto che il proprio Paese recasse nel nome l’imposizione degli antichi colonizzatori e che spesso venisse confuso con la Svizzera a causa dell’assonanza nel nome.

Del resto, altri Stati africani hanno cambiato il proprio nome: per esempio l’ex Rhodesia è diventata l’odierno Zimbabwe, il Bechuanaland si è trasformato in Botswana e l’ex Nyasaland è diventato l’attuale Malawi.

Nel giorno della celebrazione dell’anniversario, il re Mswati (con la fama d’essere uomo tanto ricco quanto dissoluto) ha anche compiuto 50 anni e ha dato l’annuncio del nuovo nome dello Stato su cui regna.

Niente da eccepire, se non fosse che il regno di eSwatini ha una popolazione di circa 1,3 milioni di persone che vivono in condizioni di estrema povertà al contrario del regnante.  Come se non bastasse, nel Paese il 27% degli individui è malato di Hiv, il tasso più alto al mondo. Va da sé che non esistono partiti politici e diritti sociali ed è l’unico Paese in Africa australe ad aver rifiutato le attenzioni di Pechino, stringendo invece alleanze politiche ed economiche con Taiwan.

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Patrizia Abello

Sono nata a Milano da genitori piemontesi. Mi sento però a tutti gli effetti milanese perché amo profondamente la mia città. Ho svolto nel corso degli anni praticamente tutti i lavori inerenti ad aziende di commercio alimentare. Sono poi passata a interessarmi di economia e finanza ma le mie passioni rimangono quelle umanistiche, in particolare la Storia. Mi piace molto scrivere, attività che ho sempre svolto con molta passione.

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