sustainable economy forum

Pubblicato il 22 aprile 2018

Conclusa la due giorni di Sustainable Economy Forum

Rafforzamento del partenariato fra privati, fra privato e non profit, e allo stesso tempo lancio dei green bonds. Sono le prime due proposte emerse nella prima giornata della prima edizione del Sustainable Economy Forum, promosso da San Patrignano e Confindustria nella comunità di recupero riminese, e sostenuto dai main partner BMW Italia, Eni, Gruppo 24 Ore, IGPDecaux, Intesa San Paolo, l’Ente Nazionale per il Microcredito, con il patrocinio di Fondazione Cariplo e il contributo di Fondazione CRT.

Una due giorni che ha voluto accendere i riflettori su alcune tematiche essenziali, come sostenibilità, responsabilità, inclusione sociale, finanza sociale, con lo scopo di offrire un contributo allo sviluppo di una società più prospera e consapevole. «Sul fronte mondiale e internazionale oggi dobbiamo pensare a un futuro diverso, a un futuro che dobbiamo costruire bene sui concetti di sostenibilità e responsabilità», ha spiegato Letizia Moratti, co-fondatrice della Fondazione San Patrignano. «Sostenibilità che è finanziaria, ambientale e economica, per cui serve un nuovo modello di sviluppo economico e sociale. Un modo potrebbe essere quello dei green bond, che oggi in Francia raggiungono 60 miliardi e in Italia solo 5.

In primis con lo sviluppo di progetti di partenariato privato-privato riteniamo di cogliere a pieno lo stimolo dell’obiettivo 17 dell’Agenda Onu 2030 favorendo la crescita di un sistema basato sul principio della sussidiarietà e premiando chi agisce con obiettivi sociali sul territorio», ha continuato Moratti assieme al presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. «Il progetto comune prevede il supporto all’imprenditorialità dei Paesi in via di sviluppo attraverso la creazione di un network con i piccoli e medi imprenditori italiani che attraverso meccanismi di tutorship e mentoring supportino la crescita delle imprese locali, a partire dall’Africa. Potremo contare su un bacino molto ampio di imprenditori e anche le tavole rotonde di questi due giorni ci hanno confermato che c’è voglia di fare impresa nei paesi in via di sviluppo, una voglia che noi vogliamo intercettare».

Altro tema-pilastro è quello dell’inclusione. «Per noi inclusione vuol dire soprattutto formazione e lavoro», continuano. «La gestione dei flussi migratori rappresenta una questione su cui è necessaria una risposta di sistema, in particolare sul tema dell’integrazione dei migranti. Ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte e insieme intendiamo contribuire responsabilmente. L’obiettivo è quello di sostenere corsi di formazione e progetti di inserimento all’interno delle imprese italiane di una quota di migranti. Un’iniziativa che speriamo possa diventare una pratica diffusa e replicabile anche in altri Paesi e che speriamo possa coinvolgere quante più donne possibile, rispondendo anche alle tante sollecitazioni che abbiamo ricevuto sul tema dell’empowerment femminile. I lavoratori formati in questo modo, uomini e donne, potranno meglio integrarsi all’interno del nostro Paese, ma potranno essere anche delle risorse importanti e di assoluto valore nel caso decidano di tornare nei Paesi di provenienza».

Una giornata di confronto e di lavoro in cui si è parlato di sostegno all’Africa, di nuovi modelli di welfare, ma anche di pari opportunità, soluzioni per le grandi città e di come la tecnologia possa e debba essere sempre più a sostegno dei cittadini. Proprio in merito a quest’ultimo tema è intervenuto Nicholas Negroponte, fondatore di One laptop per Child Association: «La tecnologia è importante, ma prima che insegnare a creare app dobbiamo far sì che i bambini e i giovani apprendano e siano in grado di formulare un pensiero. In questo la tecnologia ci può venire in aiuto. E’ grazie ad essa che abbiamo permesso in sei mesi a un villaggio africano di apprendere l’inglese. E per questo è ancor più importante che la connettività arrivi ovunque e possa esser parte del bagaglio dei diritti umani».

Il tema della finanza sociale a sostegno dei Paesi in via di sviluppo, infatti, è stato uno dei temi cardine della due giorni. «La nostra comune volontà è quella di supportare green bonds in Africa. Confindustria e San Patrignano, e ci stiamo confrontando anche con la UN Economic Commission for Africa perché possa sposare il progetto, promuoveranno l’emissione di green bond dedicati a finanziare investimenti volti a favorire la sostenibilità ambientale, il risparmio energetico e un efficiente utilizzo di materie prime nel continente africano», rivelano Moratti e Boccia. I bond saranno emessi da una o più istituzioni finanziarie africane e con le risorse raccolte verranno finanziate imprese italiane e africane che producano tecnologie o siano in grado di favorire investimenti con le finalità sopra indicate. I valori condivisi nel Forum guideranno la scelta degli investimenti da finanziare.

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Lorenzo Lobolo

Aspirante giornalista presso il portale "Felicità Pubblica". Amante del cinema, del teatro e della musica popolare

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