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Pubblicato il 19 aprile 2018

Vestirsi: quanto costa all’ambiente?

L’industria dell’abbigliamento ha un peso davvero notevole sull’ambiente. I vestiti sono fondamentali per la nostra vita ma allo stesso tempo sono una delle maggiori fonti d’inquinamento. L’industria del vestiario genera emissioni di anidride carbonica pari a un miliardo e 200 milioni di tonnellate all’anno.

Per i nostri abiti, la produzione e la manutenzione costa enormi quantità d’acqua, energia e risorse non rinnovabili. La Ellen Mac Arthur Foundation ha realizzato uno studio sull’impatto ambientale dell’abbigliamento. Uno dei problemi messi in rilievo è il fatto che sempre più persone indossano capi d’abbigliamento provenienti da Asia o altri Paesi orientali che hanno però vita breve nei nostri armadi, ma allo stesso tempo necessitano di una grande quantità di energia per essere trasportati; e nello stesso momento, un camion equivalente di vestiti finiscono in discarica o bruciati.

La maggior parte dei vestiti è realizzata in materiale sintetico, che ad ogni lavaggio rilascia una grande quantità di fibre invisibili e indistruttibili che va poi a finire nel mare. Per quanto riguarda il cotone e altre fibre naturali, sembrano essere una scelta più ecologica ma non è proprio così. Questo perché per produrre il cotone abbiamo bisogno del 2,5% di terra arata per coltivarlo e quindi di enormi quantità di pesticidi, fertilizzanti e acqua. Inoltre, per essere lavorato ha bisogno di più energia rispetto a quella impiegata per lavorare materiale sintetico. Tutto il mondo sta cercando soluzioni alternative al problema dell’inquinamento vestiario, ad esempio sono stati fabbricati abiti alla birra, seta artificiale o tessili ricavati dagli scarti degli agrumi.

Infine, c’è un altro aspetto che pesa sull’ambiente dovuto all’abbigliamento, sono le lavorazioni speciali, come ad esempio l’impermeabilizzazione dei capi vestiari, che implica l’uso di sostanze fluoro chimiche.

Secondo Richard Blackburn dell’Università di Leeds (UK) sarebbe addirittura meglio utilizzare derivati degli idrocarburi, meno inquinanti dei prodotti chimici.

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Lucrezia Buccella

Scrittrice e aspirante archeologa. Amo i viaggi, il profumo dei libri e il mare è la mia casa.

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