tartaruga

Pubblicato il 15 aprile 2018

Ritorna in India la tartaruga bastarda olivacea

Un avvenimento straordinario ha avuto luogo sulla spiaggia di Versova, nella megalopoli indiana di Mumbai: dopo 20 anni circa sono emersi dalla sabbia i musi di piccole tartarughe della specie bastarda olivacea appena uscite dalle uova.  Oltre 90 piccole tartarughe di questa specie minacciata e classificata come vulnerabile dalla Lista rossa della IUCN – International Union for Conservation of Nature – sono uscite dal guscio accuratamente nascosto sotto la sabbia, per gettarsi nel mar Arabico obbedendo a un istintivo e atavico richiamo verso il loro futuro.

Segnaliamo che fino a due anni fa la spiaggia di Versova sembrava una discarica a cielo aperto, dal momento che la sua estensione di 2,5 chilometri era coperta da tonnellate di rifiuti. Proprio in quel luogo desolato è arrivato Afroz Shah, un giovane avvocato, che ha iniziato quello che l’ONU ha definito il “più grande progetto di pulizia di una spiaggia del mondo”, riuscendo a trasformare questo tratto di costa in un luogo incontaminato e assolutamente consono alla nidificazione della tartaruga marina.

Ad Afroz Shah è stato assegnato nel 2016 il premio Campione della Terra, istituito dall’Unep  grazie al suo“luminoso impegno civile”.

Shah ha iniziato nel 2015 a pulire la spiaggia, accompagnato da un anziano vicino di casa: pezzo dopo pezzo, rifiuto dopo rifiuto, armato di sacchi e tanta volontà. Grazie alla sua ferma determinazione è riuscito a convincere un gruppo eterogeneo di persone ad aiutarlo, ed è stato così che persino gli abitanti delle baraccopoli e addirittura stelle di Bollywood si sono uniti al suo progetto.

Afferma lo stesso Shah commosso: «Quando abbiamo visto la tartaruga deporre le uova, sapevo che sarebbe successo qualcosa di grande. Qui non nascevano più tartarughe marine perché la spazzatura le ostacolava. Avevo le lacrime agli occhi quando ho visto le tartarughine zampettare verso l’oceano».

In effetti il vero merito del ritorno delle tartarughe bastarde olivacee, le cui femmine possono deporre anche un centinaio di uova addirittura tre volte l’anno, è il ripristino del loro habitat. Non a caso la spiaggia è ora protetta, viene monitorata e viene pulita spesso, in modo da non essere frequentata, per esempio, da cani randagi o altri predatori che si possano impossessare delle uova di tartaruga.

L’ultima parola spetta ad Afroz Shah, un monito per tutti gli abitanti del Pianeta: «Amo gli oceani e sento che abbiamo il dovere di liberarli dalla plastica. Spero che questo sia solo l’inizio per le comunità costiere in India e in tutto il mondo».

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Patrizia Abello

Sono nata a Milano da genitori piemontesi. Mi sento però a tutti gli effetti milanese perché amo profondamente la mia città. Ho svolto nel corso degli anni praticamente tutti i lavori inerenti ad aziende di commercio alimentare. Sono poi passata a interessarmi di economia e finanza ma le mie passioni rimangono quelle umanistiche, in particolare la Storia. Mi piace molto scrivere, attività che ho sempre svolto con molta passione.

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