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Pubblicato il 15 aprile 2018

Il Centro Astalli di Roma presenta il report annuale sui migranti

Il Centro Astalli di Roma ha presentato il suo report annuale, lanciando un vero e proprio allarme riguardo i migranti che riescono a sbarcare in Italia provenienti dalla Libia.

Del servizio dei gesuiti per i rifugiati ha parlato diffusamente Melania Mazzucco nel suo libro “Io sono con te. Storia di Brigitte” di cui avevamo consigliato la lettura qui.

Dunque padre Camillo Ripamonti, durante la presentazione, ha puntato il dito contro i gravi traumi e le importanti conseguenze psicologiche per i migranti che, al loro arrivo, raccontano esperienze drammatiche che segnano il corpo e la mente soprattutto di chi è stato detenuto nei campi libici e necessita di attenzione, valutazione e cura.

Il responsabile del Centro ha aggiunto che il calo del numero delle persone che arrivano in Europa per cercare rifugio non è una buona notizia, dal momento che questa diminuzione indica come i migranti vengano trattenuti nei campi di prigionia in Libia in condizioni disumane, e siano soggetti a vessazioni e addirittura a torture. Parlando dell’Italia, nel 2017 sono arrivati oltre 62.000 migranti in meno, cioè circa 120.000 contro gli oltre 180.000 dell’anno precedente.

Come se non bastasse, il report del Centro Astalli indica con numeri crudi ma veritieri che il 25% delle persone che si sono rivolte allo sportello di ascolto ha vissuto sulla propria pelle esperienze di tortura e violenza e coloro che sono ritenuti in condizione di particolare vulnerabilità rappresentano il 40% del totale e sono, per la maggior parte, giovani donne. Senza dimenticare il problema dei minori non accompagnati che spesso sono incapaci di affrontare la lontananza e la solitudine.

Inoltre, il report del Centro Astalli pone l’accento sull’inadeguatezza del sistema di accoglienza e in particolare della rete Sprar di seconda accoglienza con cui il Centro prevalentemente lavora: infatti, viene sottolineato, nel luglio del 2017 la rete copriva meno del 15% degli oltre 200.000 posti previsti.

Viene anche segnalato con grave rammarico: «Continuiamo a registrare un numero crescente di persone che restano escluse dal sistema di accoglienza e vivono per strada. Si tratta in molti casi di richiedenti asilo che hanno abbandonato i Centri di accoglienza straordinaria dove erano stati inizialmente accolti e che, avendo ricevuto la revoca delle misure di accoglienza, restano tagliati fuori da ogni forma di supporto, materiale e legale».

L’appello finale del Centro Astalli è quello di lavorare il più possibile sulla strada dell’integrazione, spiegando che è necessario costruire ponti – anziché ergere muri – in società che sempre più spesso sono lacerate e divise, in cui gli indifesi diventano capri espiatori di situazioni che non dipendono da loro.

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Patrizia Abello

Sono nata a Milano da genitori piemontesi. Mi sento però a tutti gli effetti milanese perché amo profondamente la mia città. Ho svolto nel corso degli anni praticamente tutti i lavori inerenti ad aziende di commercio alimentare. Sono poi passata a interessarmi di economia e finanza ma le mie passioni rimangono quelle umanistiche, in particolare la Storia. Mi piace molto scrivere, attività che ho sempre svolto con molta passione.

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