treno freccia

Pubblicato il 11 aprile 2018

L’assurdo gioco di sdraiarsi sotto un treno

Ci sono episodi che ci toccano più da vicino e per questo ci sconvolgono maggiormente. Ed è proprio su un “fattaccio” avvenuto a poche centinaia di metri da casa mia che voglio focalizzare l’attenzione questa settimana. E non perché io non sia in grado di guardare al di là del mio naso. Ma perché quello avvenuto nella città in cui vivo, Montesilvano (Pescara), è solo un esempio particolarmente eclatante di un problema che interessa tutta l’Italia e che inizia a preoccupare anche le forze dell’ordine, come dimostrano le iniziative messe in campo in questi ultimi mesi a livello nazionale.
Ma arriviamo ai fatti: è un pomeriggio tranquillo quando nella stazione della città adriatica un uomo mette in scena un gioco da brivido. Attende sulla banchina il passaggio di un treno-merci e pochi istanti prima dell’arrivo del convoglio si lancia in una folle corsa verso il binario per poi sdraiarsi sulle rotaie e lasciare che i vagoni gli sfreccino sopra a 120 km/h. Contemporaneamente un minorenne – che nella sua versione dei fatti si trovava casualmente a filmare il passaggio del treno – riprende la scena dando vita a un video che toglie il fiato, diventato subito virale sui social (ma che preferiamo comunque non pubblicare).
L’autore del folle gesto, uscito miracolosamente illeso, fa perdere le sue tracce, salvo poi essere identificato qualche giorno dopo ed essere denunciato per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio. Si tratta di una bravata di un ragazzino incosciente? Niente affatto dal momento che a sfidare la morte è addirittura un uomo sulla quarantina.
Un gioco preoccupante e assurdo che sembra però aver già procurato vittime altrove e che a volte si manifesta sotto forme meno estreme ma ugualmente pericolosissime. Si va dallo sdraiarsi sui binari e poi correre via poco prima dell’arrivo del treno, allo spingersi il più possibile oltre la linea gialla sulla banchina per sentire il brivido del treno che sfreccia a pochi centimetri, fino alla versione montesilvanese che, a detta di chi lavora con i giganti d’acciaio, difficilmente lascia scampo per via dell’esiguo spazio tra il treno e le rotaie e per lo spostamento d’aria non calcolabile.
Un fenomeno che coinvolge, come prevedibile, soprattutto i giovanissimi che sembrano essere sempre più spesso alla ricerca di forme di “divertimento” – anche se definirlo tale mi sembra quasi un insulto – particolarmente estreme. Come non ricordare il blue whale e il daredevil selfie (leggi articolo) o l’attuale e assurda moda di masticare pastiglie per la lavastoviglie, o altre ancora che non cito per decenza. È per questo che la polizia ferroviaria sta promuovendo una serie di incontri nelle scuole per sensibilizzare gli studenti sui rischi in ambito ferroviario.
E a proposito di giovanissimi, “a 20 anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’età”, cantava Guccini. Figuriamoci a 14, quando ci si sente invincibili e la morte sembra essere l’ultimo dei pensieri. Ma a quell’età si dovrebbe preparare la valigia, salire su un treno e andare a conoscere il mondo. Non sdraiarcisi sotto e offendere chi la vita ce l’ha donata e chi combatte ogni giorno per tenersela stretta.
Il direttore
Vignetta di copertina: Freccia.
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Antonella Luccitti

Giornalista e direttore responsabile del portale "Felicità Pubblica". Amo la scrittura, il cinema e i viaggi.

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