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MY mirror: guardiamoci negli occhi

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La Caritas Ambrosiana ha scelto una novità da portare a Fa’ la cosa giusta, la fiera di Milano di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Si chiama “MY mirror” dove MY è l’acronimo di Me and YOU ed è uno stand con una installazione in cui i visitatori potranno guardarsi negli occhi per alcuni minuti: ci sarà infatti una doppia cabina dove si siederanno, una di fronte all’altra, due persone sconosciute che avranno quattro minuti di tempo per guardarsi tranquillamente negli occhi, senza parlare. Dopo questa breve e silenziosa interazione e in uno spazio diverso, ogni membro della coppia, assistito da personale facilitatore, racconterà all’altro le sensazioni provate, cercando parole semplici ma narrando di sensazioni, emozioni e comprensione.  Al termine dell’incontro verrà loro consegnato un decalogo di semplici buone azioni quotidiane che darà suggerimenti su come tornare al valore delle relazioni, proseguendo idealmente l’esperimento fatto in fiera.

Spiega infatti Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana, che in un mondo in cui stanno sorgendo muri, in cui abbondano le parole di odio e riaffiora in modo deciso il razzismo è necessario ricominciare dalle regole basilari delle relazioni interpersonali. Conclude Gualzetti: «Guardare negli occhi l’altro, incontrare il suo sguardo è allora la premessa indispensabile ad ogni possibile discorso, riflessione o progetto».

MY mirror è un esperimento di contatto visivo e questa tecnica riesce a dimostrare come anche solo quattro minuti di contatto riescano ad avvicinare le persone più di tante parole e si cercherà pertanto di favorire l’incontro tra persone diverse per genere, età, nazionalità, condizione sociale e vite vissute, partendo dall’assunto che in ogni volto si possono incarnare fragilità, povertà, malattia, ma anche serenità e voglia di capire.

Non per niente MY mirror fa parte della campagna internazionale di Caritas Internationalis “Share the journey” che cerca di promuovere la cultura dell’incontro e che è stata lanciata da Papa Francesco nel settembre dello scorso anno e con cui le Caritas diocesane, presenti in 206 Paesi del mondo, operano per ripensare le migrazioni partendo da necessità reali di un individuo o di una comunità.

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