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La crio-ablazione: una cura per tumore e ipertensione

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Si è rivelata vincente la terapia somministrata in Italia per curare definitivamente una giovane donna affetta da ipertensione arteriosa causata da un reninoma, un piccolo tumore che altera i valori del sangue.

L’innovativa procedura, scelta da un nutrito gruppo di esperti guidati dal professor Gian Paolo Rossi di Padova, è la crio-ablazione, nota anche come “terapia del freddo”, e comporta un’asportazione del tessuto biologico malto mediante l’impiego di sostanze che producono un freddo intenso come, ad esempio, il gas argon.

A seguito di una leggera anestesia, i medici sono intervenuti inserendo un ago di 1,5 mm nel fianco destro della paziente, al fine di prelevare una piccola quantità di cellule. E’ stato poi un secondo ago a eseguire due cicli di raffreddamento della durata di 10 minuti. Questo procedimento ha consentito la formazione di una ‘palla’ di ghiaccio che ha distrutto il tumore senza bisogno di un intervento chirurgico, senz’altro più invasivo e con una degenza di almeno dieci giorni.

Anche se è la prima volta che la crio-ablazione viene somministrata per curare questo tipo di patologia, i risultati sono stati davvero molto incoraggianti: la paziente ha tollerato la procedura d’intervento e, pur essendo passato solo un anno dall’inizio delle cure, senza l’assunzione di alcun farmaco, la donna possiede una pressione arteriosa nella norma.

Qualche giorno fa questo caso di successo, pubblicato anche su The American Journal of hypertension, è stato illustrato a Padova nel corso di una conferenza stampa dell’azienda ospedaliera locale. Grandi gli apprezzamenti da parte di tutta la comunità medica.

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