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Amnesty Italia premia la migliore canzone sui diritti umani

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Chi sarà il vincitore dell’edizione 2018 del Premio di Amnesty International Italia e Voci per la Libertà riservato al miglior brano sui diritti umani?

C’è grande attesa in merito al verdetto della giura che quest’anno dovrà cimentarsi con brani molto vari sia dal punto di vista del contenuto che del genere musicale.

Dopo un’attenta selezione, sono dieci i finalisti individuati che si contenderanno il prestigioso riconoscimento riservato a brani sul tema dei diritti umani pubblicati da big della musica italiana nell’anno precedente.

Vediamo dunque qual è la rosa dei candidati: “L’uomo nero” di Brunori Sas, “L’uomo che premette” di Caparezza, “Deserto” di Clementino, “Gli anni del silenzio” dei Decibel, “Ora d’aria” di Ghali, “Affermativo” di Jovanotti, “Stelle marine” de Le Luci della centrale elettrica, “Socialismo tropicale” de Lo Stato Sociale, “Vietato morire” di Ermal Meta, “Stiamo tutti bene” di Mirkoeilcane.

Il riconoscimento, nato nel 2003 nell’ambito del festival Voci per la libertà – Una Canzone per Amnesty, viene assegnato da una giuria specializzata (composta da giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, referenti di Amnesty e di Voci per la Libertà). Quanto alle dieci canzoni finaliste, invece, sono state scelte da Amnesty e Voci per la libertà tra un’ampia rosa di segnalazioni giunte dal pubblico e dagli addetti ai lavori. Il vincitore del Premio Amnesty International Italia 2018 sarà ospite nella nuova edizione di Voci per la libertà – Una Canzone per Amnesty, che quest’anno si svolgerà dal 19 al 22 luglio a Rosolina Mare (Rovigo).

Finora il premio è stato vinto da grandissimi nomi della musica italiana che hanno partecipato con canzoni dai temi più disparati, ma aventi in comune i diritti umani, troppo spesso negati.

In particolare, a vincere il riconoscimento in questi 15 anni sono stati: 2003 “Il mio nemico” di Daniele Silvestri; 2004 “Pane e coraggio” di Ivano Fossati; 2005 “Ebano” dei Modena City Ramblers; 2006 “Rwanda” di Paola Turci; 2007 “Occhiali Rotti” di Samuele Bersani; 2008 “Canenero” dei Subsonica; 2009 “Lettere di soldati” di Vinicio Capossela; 2010 “Mio zio” di Carmen Consoli; 2011 “Genova Brucia” di Simone Cristicchi; 2012 “Non è un film” di Frankie Hi-Nrg MC e Fiorella Mannoia; 2013 “Gerardo nuvola ‘e Povere” di Enzo Avitabile e Francesco Guccini; 2014 “Atto di forza” di Francesco e Max Gazzè; 2015 “Scendi giù” di Alessandro Mannarino; 2016 “Pronti a salpare” di Edoardo Bennato; 2017 “Ballata triste” di Nada.

Intanto è disponibile on line il bando per la ventunesima edizione del “Premio Amnesty International Italia Emergenti”, a cui possono partecipare tutti gli artisti emergenti che abbiano un brano legato al tema dei diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e con qualsiasi genere musicale. Il bando è disponibile sul sito www.vociperlaliberta.it .

La scadenza del bando è fissata per il 30 aprile, ma gli artisti che si iscriveranno entro il 10 marzo avranno un’ulteriore possibilità. Fra tutti loro infatti il pubblico potrà votare online il brano migliore, conferendo il Premio Web Social e facendo accedere direttamente l’artista vincitore alle semifinali della fase live.

Fra tutte le iscrizioni arrivate entro il 30 aprile ci sarà inoltre il Premio Under 35 che consentirà al migliore giovane di accedere alle semifinali del concorso. L’Associazione Voci per la Libertà sceglierà poi altre sei proposte, che si batteranno assieme al Premio Web Social e al Premio Under 35 nel concorso dal vivo a Rosolina Mare. Qui una giuria prestigiosa di addetti ai lavori assegnerà il Premio Amnesty International Italia Emergenti.

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