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Le 11 richieste dell’Unione ciechi alla politica

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L’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uici), in vista delle imminenti elezioni elettorali del 4 marzo, ha rivolto alcune richieste ai candidati presenti nelle liste di partito. Le richieste sono 11 e si basano sul miglioramento della vita quotidiana di centinaia di migliaia di ciechi e ipovedenti italiani. Vediamo di seguito quali sono gli impegni che l’Uici chiede alla politica:

1) Inclusione scolastica: l’Uici chiede la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il Miur, già pronto nella sua bozza di testo, per il sostegno del processo di inclusione scolastica dei bambini e dei ragazzi ciechi e ipovedenti e per assicurare la piena accessibilità delle soluzioni informatiche adottate sia per gli alunni che per gli insegnanti.

2) Lavoro: al fine di garantire e aumentare l’inserimento nel mondo del lavoro, l’Uici chiede di sostenere la riforma delle leggi relative ai centralinisti telefonici e ai massaggiatori ciechi e ipovedenti, per assicurare a tali categorie di lavoratori un futuro di dignità e occupazione, su basi moderne offerte dalle tecnologie attuali, sia pure alla luce delle modificazioni in atto nel mercato del lavoro.

3) Mobilità: tale richiesta riguarda norme per favorire la mobilità autonoma e la vita indipendente delle persone con disabilità.

4) Riabilitazione: Uici chiede lo sviluppo di attività di prevenzione della cecità, attraverso il finanziamento consistente dei capitoli di spesa in favore dei Centri di Riabilitazione Visiva finanziati dallo Stato tramite le Regioni, secondo quanto previsto nella Legge 284/97.

5) Protesi e ausili: la quinta richiesta si concentra sull’assicurazione di una rappresentanza associativa nella commissione di gestione delle protesi e degli ausili del nomenclatore tariffario del servizio sanitario nazionale.

6) Criteri per assegni e agevolazioni: questo punto riguarda la revisione dei criteri di definizione della cecità indicati nella Legge 138/2001, al fine di operare finalmente in termini certi in materia di assegnazione di assegni pensionistici e altre agevolazioni e di porre termine alle campagne troppo spesso indegne e umilianti relative ai cosiddetti “falsi ciechi”.

7) Cane guida: Uici chiede di elevare la detrazione fiscale a sostegno delle spese per il mantenimento dagli attuali 516 euro ai 1.500 euro annui.

8) Agenzia di tutela: affinché possano essere garantiti i diritti delle persone con disabilità, Uici chiede di costituire e finanziare un’autorità, un’Agenzia nazionale indipendente di tutela.

9) Voto indipendente: Uici chiede, allo scopo di garantire l’esercizio del diritto di voto, il superamento del meccanismo del voto “assistito” tramite provvedimenti che assicurino a ciechi e ipovedenti l’esercizio del diritto di voto in modo indipendente, ossia senza dover essere per forza accompagnati da altra persona in cabina.

10) Risorse: la decima richiesta è di fondamentale importanza poiché l’Uici chiede che sia mantenuto l’attuale livello di risorse pubbliche statali fin qui assicurate dal Parlamento e dal Governo e confermate ancora una volta con la Legge di Bilancio 2017, relativamente a Unione e attività della sede nazionale; attività di formazione e ricerca tramite l’I.RI.Fo.R; Centro nazionale del Libro parlato e web radio associativa; Biblioteca italiana per ciechi di Monza; Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi; lapb sezione italiana dell’agenzia per la prevenzione della cecità; Museo statale Omero e altre istituzioni culturali specifiche; Istituto nazionale di valutazione degli ausili e delle tecnologie; Fondazione libri italiani accessibili.

11) Consulente nazionale per le disabilità a Palazzo Chigi: quest’ultimo è un obiettivo prioritario, innovativo, dal forte significato sociale. L’Uici chiede a chi prenderà le redini del Governo di nominare una figura specifica afferente al mondo della disabilità in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue implicazioni politiche, sociali, civili e umane. Una figura politica e non tecnica, dipendente dalla Presidenza del Consiglio, funzionale al lavoro del Governo e del Parlamento. L’Uici chiede, dunque, un impegno preciso, intorno alla quale sarà pronta ad aprire il confronto con tutti e sull’accoglimento della quale sarà condizionato il consenso elettorale di tutti i ciechi e ipovedenti italiani, rappresentati e tutelati dalla stessa Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.

 

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