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I cambiamenti climatici e le ripercussioni sulla “stagione dell’amore”

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Si conclude oggi una settimana all’insegna della celebrazione del sentimento amoroso e, complice S.Valentino, il Wwf ha pensato di raccontare, attraverso degli scatti, le storie d’amore di alcune specie animali.

Peccato che a rovinare l’idillio ci si metta un clima “ballerino”, instabile quanto un trapezista inesperto alla sua prima performance. Eh già perché i cambiamenti climatici incidono profondamente sulla vita di ogni specie animale influenzando perfino quella che Battiato definisce, in una sua celebre canzone, “la stagione dell’amore”.

Ai poli i pinguini imperatore stentano a trovare luoghi idonei per la riproduzione e la nidificazione: i ghiacciai infatti non sono più quelli di una volta e, complice un caldo sempre più intenso e duraturo, la sopravvivenza dei nuovi nati è costantemente messa a repentaglio. L’orso polare non se la passa certo meglio anzi probabilmente è l’animale dell’Artico maggiormente a rischio estinzione: racimolare del cibo è per lui già un’impresa titanica, trovare un compagno un sogno lontano.

Ci sono specie, come i coralli, che non riescono a riprodursi in presenza di temperature troppo elevate mentre il sesso di pesci e rettili è determinato proprio dalla temperatura: se il termometro registra picchi alti nasceranno per lo più femmine, viceversa si avrà una predominanza di maschi.

Anche gli uccelli, il cui fenomeno migratorio si basa proprio sull’alternanza delle stagioni, hanno modificato radicalmente i loro ritmi di vita anticipando sia il periodo della riproduzione che, di conseguenza, quello della deposizione. In questo le urie nord-americane hanno il primato avendo anticipato la fase d’accoppiamento di 24 giorni.

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