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Albatros cauto: finalmente i nuovi nati ad Albatross Island

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L’albatros cauto è un uccello di medie dimensioni diffuso nell’oceano Australe che solitamente nidifica nelle isole sub-antartiche al largo di Australia e Nuova Zelanda.

L’accoppiamento avviene a fine settembre e così è accaduto anche lo scorso anno nell’Isola di Albatross (Tasmania) dove, per la prima volta, le numerose coppie di albatros che sono tornate (gli individui sono monogami e fedelissimi tra loro), hanno trovato una bella sorpresa: hanno infatti scoperto diversi nidi pronti ad accoglierle, strutture che i volontari del Wwf Australia hanno approntato appositamente per loro.

Tutto questo non a caso: i bioricercatori avevano riscontrato che, in alcune aree, gli albatros facevano troppa fatica a reperire materiale adatto alla costruzione dei nidi che risultavano quindi poco resistenti e davvero a rischio a causa delle piogge o di altri fenomeni atmosferici. Ecco perciò il motivo per cui alcuni volontari del WWF sono intervenuti con un lavoro di mesi per costruire nidi artificiali ma solidi per dare un riparo sicuro alle coppie, alcuni di argilla e altri di calcestruzzo.

In modo assolutamente naturale gli uccelli se ne sono impossessati e ogni coppia ha apportato piccole modifiche arredando la nuova abitazione con fango, rametti, foglie e piume e covando con amore le uova deposte.

Infatti, pochi giorni fa decine di uova si sono finalmente schiuse e tanti piccoli di albatros cauto hanno visto la luce nell’isola di Albatross.

La dottoressa Rachael Alderman e il suo team hanno così potuto apprezzare il successo del proprio lavoro, fatto in collaborazione anche con i governi della Tasmania e dell’Australia.

Obiettivo di questo progetto è aumentare le possibilità di sopravvivenza dei pulcini, messa a dura prova anche dal riscaldamento globale e dalla conseguente acidificazione degli oceani che, come sappiamo bene, influenzano le specie marine e rendono quindi più complicato per i genitori trovare il cibo per sé e per i propri figli.

Commenta Alistair Hobday della Csiro (Commonwealth scientific and industrial research organisation): «Di fronte ai cambiamenti climatici, dobbiamo sviluppare, testare e valutare nuovi approcci. Stiamo lavorando a una serie di opzioni e quest’ultima notizia è molto incoraggiante».

Una volta tanto l’intervento dell’essere umano è stato fatto per costruire e riparare un ecosistema, invece di partecipare alla sua distruzione.

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