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Giordano Bruno al rogo, una fiamma che brucia ancora

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17 febbraio 1600 – Filippo Bruno, meglio conosciuto con il nome di Giordano Bruno, viene arso vivo a Campo dei Fiori a Roma.

Filosofo, scrittore e frate domenicano, Giordano Bruno dà un contributo significativo a una nuova cultura europea, in modo particolare in Inghilterrra, dando nuova linfa alla “Nova Filosofia” ispirando e influenzando personaggi del calibro di Bacon, Fludd, Newton e Ashmol.

Alla base del suo pensiero esiste una convivenza di molteplici pensieri filosofici che vanno dal materialismo antico, all’averroismo, al neoplatonismo, alla mnemotecnica – solo per citarne alcuni – tutti a supporto di un’unica idea: l’infinito concepito come universo a sua volta infinito, effetto di un Dio infinito, costituito da infiniti mondi da “amare infinitamente”.

Tali concezioni lo rendono inviso al mondo ecclesiastico, insieme ad altri scritti sulle Sacre Scritture, per cui Giordano Bruno viene prima scomunicato, poi recluso, quindi giudicato eretico e infine condannato al rogo dall’Inquisizione della Chiesa cattolica.

 

 

 

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