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Biotestamento: come redigere le DAT

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Il 14 dicembre 2017 è stata per il nostro Paese una data da non dimenticare: in Parlamento è stata finalmente approvata l’attesissima legge sul testamento biologico. Dal 31 gennaio scorso la legge è entrata, a tutti gli effetti, in vigore; una delle possibilità che i cittadini italiani adesso hanno è quella di redigere le DAT, dichiarazioni anticipate di trattamento, grazie alle quali sarà possibile dare indicazioni precise su che tipo di trattamenti sanitari ricevere o respingere nei casi in cui ci si trovasse in stato di incoscienza.
Ma come compilare un documento così prezioso? L’associazione Luca Coscioni, da anni in prima linea per l’approvazione della legge, ha stilato a questo proposito un vademecum contenente informazioni e consigli utili per scrivere una DAT impeccabile. Ecco i punti salienti del prontuario:
1.     Per prima cosa occorre sapere che tutti i cittadini maggiorenni e capaci di intendere e di volere possono redigere una DAT. L’unico limite è che non si possono esigere trattamenti sanitari contrari alle leggi in vigore.
 
2.     Dopo aver compilato un campo in cui siano contenuti i dati anagrafici del firmatario, viene la parte del consenso a essere informati sulle proprie condizioni di salute e a informarne altre persone (persone fidate o familiari da informare). 
 
3.     Le direttive specifiche sono il cuore del documento, la parte più difficile da redigere se non aiutati da un medico o seguendo queste indicazioni, perché dovrebbero prevedere le varie casistiche che potranno occorrere e cosa fare in caso di terapie che non si vogliono ricevere
Nel caso di malati terminali occorre scrivere: «Accertato da almeno due medici indipendenti che le mie condizioni fisiche siano giunte ad una fase definita terminale, chiedo ecc…». Ci sono poi casi concreti che dipendono dal tipo di malattia in corso: in caso di arresto cardio-respiratorio, ad esempio, si può scrivere che non si intende essere sottoposti ad alcuna manovra di rianimazione di qualsiasi genere essa sia, o che non vengano praticati interventi invasivi atti a prolungare l’esistenza (respirazione assistita, rianimazione cardio-polmonare). E ancora: che vengano somministrati tutti i farmaci e praticate tutte le cure per eliminare efficacemente il dolore e le sofferenze fisiche, emotive, mentali e spirituali. Si può scrivere nello specifico che si vuole che i trattamenti già iniziati e aventi per obiettivo il prolungamento della vita siano interrotti o, ancora, si può esplicitare che venga interrotta l’alimentazione in ogni sua forma naturale o artificiale. Tutte queste prescrizioni possono essere anche subordinate a condizioni specifiche: per esempio in caso di stato vegetativo persistente, di incidente con danni cerebrali gravi, malattie neurodegenerative ecc.
 
4.     Parte fondamentale delle DAT è l’indicazione di un fiduciario che possa prendere decisioni in nome e per conto del firmatario del testamento biologico (qualora non sia più in grado di farlo), di concerto con il medico, anche alla luce dei cambiamenti intercorsi nel tempo e di possibili nuove prospettive offerte dalla medicina. Qualsiasi persona maggiorenne e capace di intendere e volere può ricoprire il ruolo di fiduciario accettando la nomina. Può essere un familiare o una persona non legata da vincoli giuridici e familiari. L’accettazione della nomina avviene attraverso la sottoscrizione delle DAT o con atto successivo che sarà allegato al testamento biologico.
 
5.     Tutto questo può essere redatto a mano, o si può scaricare un modulo precompilato. In caso le condizioni di salute non consentano un documento scritto, si possono esprimere le proprie volontà e «fare biotestamento» attraverso una videoregistrazione e/o con dispositivi tecnologici che consentono alle persone con disabilità di comunicare. Le DAT si possono rinnovare, modificare o revocare in ogni momento. Non vanno pagati bolli o tasse di sorta sul documento.
 
6.     Per autenticare la DAT occorre che essa diventi atto pubblico, notificando il tutto davanti a un funzionario pubblico o un notaio, redatto con scrittura privata autenticata custodita dall’autore del documento, con scrittura privata consegnata personalmente all’ufficio dello stato civile del Comune di residenza e presso le strutture sanitarie, qualora la regione di residenza ne regolamenti la raccolta.
 
 
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