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A Roma, “Leggere”, mostra fotografica di Steve McCurry

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Voi amici di Felicità Pubblica, ne sono certo, siete appassionati di lettura. Leggete romanzi, saggi, biografie, riviste, giornali, ogni sorta di racconto della storia e dell’attualità. Leggete online, su supporti digitali, ma qualcuno continuerà ad avere tra le mani carta stampata. Allora non potete perdere la mostra del grande fotografo americano Steve McCurry dal titolo “Leggere”, a Roma nel quartiere Trastevere presso lo spazio espositivo WeGIL, in Largo Ascianghi 5, programmata dall’8 dicembre al 7 gennaio, ma per fortuna prorogata fino al 28.

Siamo abituati a visitare raccolte di fotografie dedicate ai più svariati temi: la guerra, i paesaggi, i volti, i popoli, le tradizioni. Ma non era mai capitato di incontrare in esposizione ben 40 scatti dedicati alle persone che leggono. “Steve McCurry rende omaggio all’atto della lettura, raccogliendo per la prima volta una selezione di scatti che ha per protagonisti i lettori, lettori provenienti da ogni angolo del pianeta: zone di guerra, strade isolate, angoli della città o della propria casa”.

La mostra è ispirata al più recente libro di McCurry (Mondadori Electa 2016), dedicato al fotografo ungherese Andrè Kertez, che peraltro abitava nel suo stesso condominio a New York. In realtà la prima uscita della mostra c’è già stata a Brescia, in occasione del Brescia Photo Festival 2017, presso il Museo di Santa Giulia, dal 7 marzo al 1° ottobre di quest’anno (a cura di Biba Giacchetti e con i contributi letterari di Roberto Cotroneo – produzione Fondazione Brescia Musei e Civita Mostre, in collaborazione con SudEst57 – progetto di allestimento dello scenografo Peter Bottazzi).

Come ricordano le note biografiche, Steve McCurry nasce nei sobborghi di Philadelphia e studia cinema e storia nella locale università. Lavora a lungo come free lance, ma la svolta professionale ha luogo con il primo viaggio in India e in Pakistan. “Là incontra un gruppo di rifugiati dell’Afghanistan, che gli permettono di entrare clandestinamente nel loro Paese, proprio quando l’invasione russa chiudeva i confini a tutti i giornalisti occidentali. Riemergendo con i vestiti tradizionali e una folta barba, McCurry trascorre settimane tra i Mujahidin, così da mostrare al mondo le prime immagini del conflitto in Afghanistan, dando finalmente un volto umano ad ogni titolo di giornale. Da allora McCurry ha continuato a scattare fotografie mozzafiato in tutti i sei continenti”.

Nella mostra lo sguardo del grande fotografo americano si concentra sulle persone che leggono libri, giornali, riviste, fumetti, finanche manuali di istruzioni. Persone che leggono in ogni contesto, durante la guerra, a scuola, in una strada allagata, nei mercati, nei luoghi di culto, all’ombra di un cofano o sul tettuccio di un’automobile. E, ancora, leggono le persone più diverse, i bambini e le bambine, gli adolescenti e le adolescenti, uomini durante una pausa del lavoro o della battaglia, donne giovani e mature, anziani in ogni posa. Tutti sono immersi in un momento magico. L’obiettivo di McCurry, sempre efficace e penetrante, produce momenti di particolare emozione e lirismo quando ritrae, con affetto e ammirazione, donne e uomini dell’Afghanistan, del Pakistan, dell’India.

In “Leggere” scrive Biba Giachetti: “McCurry ci invita ad osservare, quasi silenziosamente, quanto accade in questo universo traslato, in cui le persone abbandonano il loro presente, anche drammatico, per essere totalmente assorbite da altro. (…) le immagini di McCurry sorprendono per i contesti anomali, talvolta di guerra o di disastri ambientali; troviamo scuole a cielo aperto in Paesi bombardati e altri luoghi improbabili, talvolta rumorosi, talvolta silenziosi, dove ci sono persone che leggono, seppur contornati da animali o macchine; leggono rilassati su marciapiedi, leggono persi nel loro altrove, da Cuba all’Italia, dall’India agli Stati Uniti, dall’Afghanistan all’Africa (…)”.

Aggiunge Roberto Cotroneo: “Leggere è un atto privato, un rapporto a due. Esclude tutto il resto. E per certi versi cancella il mondo attorno perché un libro porta lontano. Scattare fotografie a persone che leggono significa provare a capire davvero pensieri e passioni, sorpresa ed emozione. Nessuno come Steve McCurry è stato così bravo. Proprio per quel suo modo gentile, rispettoso e autentico di essere fotografo”.

Come accennato le fotografie sono accompagnate, in una sorta di contrappunto, da citazioni di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo, che guidano il visitatore in un percorso di riflessione assai suggestivo. Impossibile non ricordarne alcune. “La prima cosa che la lettura insegna è stare da soli” (Jonathan Franzen). “Sapeva leggere. Fu la scoperta più importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere. Possedeva l’antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia” (Luis Sepulveda). “Vivere senza leggere è pericoloso, ci si deve accontentare della vita e questo comporta notevoli rischi” (Michel Houellebecq).

Un unico neo: alcuni spazi destinati alla mostra non consentono un’agevole visione delle opere esposte.

Un’ultima doverosa considerazione sul luogo che ospita la mostra. Con WEGIL riapre al pubblico l’ex GIL, uno storico palazzo razionalista di Trastevere, progettato dall’architetto Moretti e realizzato nel 1933. Dopo un lungo e attento restauro la Regione Lazio restituisce alla collettività, grazie alla gestione della società regionale LAZIOcrea, un grande contenitore per mostre, spettacoli, eventi e cultura.  “WEGIL: uno spazio nuovo dal cuore antico”, un ulteriore hub culturale a disposizione della città.

 

 

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