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I consigli del WWF per un Natale più sostenibile

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Il Natale è la festa più importante dell’anno per i cristiani, che simboleggia la nascita di Gesù Cristo, ed è una ricorrenza che dovrebbe celebrare un periodo di rinnovo e  cambiamento.

Ma noi, da bravi esseri umani, riusciamo solo ad aumentare il consumismo e l’inquinamento, insegnando ai bambini la storia sbagliata del Natale, senza nessun “cambiamento”, usando la parola “rinnovo” solo in relazione agli addobbi natalizi, scordandoci di quanto inquinamento produciamo, attraverso alberi di plastica, addobbi, nastri, luci, giocattoli e altro ancora. A tutto questo, però, c’è un rimedio, come suggerisce il WWF che ha ideato 10 consigli e idee per trascorrere un Natale ecosostenibile, all’insegna dei buoni propositi e degli insegnamenti da trasmettere alle generazioni future.

Partiamo dall’albero, invece di usare i tipici alberi in plastica, prendiamo un bell’abete vero, che poi finite le feste, andremo a “restituire” alla natura, piantandolo nei parchi  o in altre zone verdi. In alcune città italiane e del mondo, già viene fatto: alcuni esempi sono Roma, Milano, Bruxelles e Londra, dove vengono organizzate vere e proprie raccolte di abeti da ripiantare in posti sempre verdi, come ad esempio i parchi. C’è anche la possibilità di seguire le indicazioni dell’organizzazione internazionale no profit ONG FSC (Forest Stewardship Council), che ha dato vita a un sistema di certificazione forestale, riconosciuto a livello internazionale, che permette di acquistare abeti con bollino PEFC (Program for Endorsement of Forest Certification Schemes), per cercare di inquinare di meno e diminuire il disboscamento.

C’è anche un’altra bellissima soluzione in materia di alberi di Natale: chi possiede già alberi o piccole piante nelle proprie abitazioni, anche per creare qualcosa di particolare, potrebbe tranquillamente addobbarli, creando un effetto “green festivity“, oppure acquistare un sempre verde come l’arancio o il ginepro.

Gli alberi in plastica, infatti, sono nocivi perché consumano petrolio; per poter essere realizzati liberano gas ad effetto serra e insieme al trasporto creano molto inquinamento, Inoltre per la scomposizione di questi alberi ci vogliono circa duecento anni.

Un altro punto sono le luci, se cerchiamo di usare lampadine a Led consumeremo meno energia elettrica.

C’è poi la tavola del Natale, un altro tema critico per l’inquinamento e lo spreco. Iniziando dalla carne, sarebbe meglio evitare quella di bovino, che rispetto ad altre carni richiede più terra, 11 volte più acqua, 6 volte più fertilizzanti liberando cinque volte di più il gas serra. Se invece, come da tradizione, la sera della vigilia di Natale sulle vostre tavole siete abituati a servire l’anguilla, sappiate che a livello internazionale è qualificata come specie a rischio. La MSC (Marine Stewardship Council) chiede anche di evitare aragoste, astici e granchi, spesso cucinati in modo crudele. Ma non è solo quello che mangiamo che inquina: il WWF ci fa notare che anche le posate, i bicchieri, e tutto quello che si riferisce all’abbellimento del tavolo natalizio, se acquistato usa e getta, inquina.

Fare i regali di Natale senza inquinare è l’ultimo ostacolo che dobbiamo superare: abbandoniamo la macchina e cerchiamo di prendere i mezzi pubblici o ancora meglio andare a piedi, perché oltre ad aiutare l’ambiente, ne gioveremo anche a livello fisico.

Evitiamo di comprare tutto ciò che viene fatto con pelli di animali, anzi adottiamo una specie a rischio evitandone l’abbattimento. E se vogliamo fare un regalo sempre green e ci piace la tecnologia, compriamo congegni a basso consumo energetico così da ridurre l’emissione di anidride carbonica.

Questi sono i consigli da parte del WWF che non è l’unica associazione a volerci aiutare in campo di sostenibilità: l’Associazione EcoItaliasolidale ha creato, infatti, “Difendiamo l’ecosistema giocando”, iniziativa attraverso la quale genitori ed educatori indirizzano i giovani all’amore verso l’ambiente, consigliando di regalare per le feste ai bambini giochi e videogiochi progettati per far imparare loro, appunto, il rispetto per l’ambiente e per gli animali.

Un’altra idea è quella di creare un presepe completamente naturale, cioè prendere del muschio vero, bacche, frutta secca tutto ciò che può essere utile per fare un presepe, usando anche materiali che non creano rifiuto.

Queste iniziative create dall’associazione italiana EcoItaliasolidale e le idee messe a punto dal WWF, aiuteranno a contribuire all’educazione e all’attenzione ambientale, soprattutto a far capire ai giovani che senza il rispetto per la natura e gli animali, non andremo da nessuna parte.

 

 

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