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Alla scoperta della green society: 101 storie di cambiamento

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Oltre 250 pagine per andare “Alla scoperta della green society”. E’ stato presentato nei giorni scorsi l’ultimo libro di Legambiente che raccoglie 101 storie di cambiamento sparse in tutta la Penisola che sanno di amore e tutela del territorio, ma anche di coesione sociale e voglia di futuro.

Se in molti angoli d’Italia, infatti, regna l’inquinamento, il degrado, l’incuria e tutto ciò che non fa bene né a noi né al Pianeta che ci ospiti, dall’altro però il Belpaese conta tantissime storie positive. Buone prassi che raccontano una società fresca, innovatrice, verde e socialmente impegnata che ha per protagonisti tanti cittadini, amministrazioni, aziende e associazioni che credono nel cambiamento e nella sostenibilità ambientale. E sono proprio loro i protagonisti di questo viaggio nella green economy che ripercorre le tappe di tante iniziative e attività concrete che descrivono con i fatti, più che con le parole, il bene comune e l’amore per il territorio.

Il volume, a cura di Vittorio Cogliati Dezza ed edito da Edizioni Ambiente, è stato presentato alla Camera dei Deputati, alla presenza della presidente della Camera Laura Boldrini e della presidente di Legambiente Rossella Muroni, ma soprattutto di molti protagonisti delle 101 storie: dai residenti del condominio green di via San Gregorio a Milano alla filiera del pane in Friuli, dai chi sta seguendo il progetto del Grab di Roma al comitato parco Giovannipoli di Roma nato per strappare allo stato di abbandono il Parco delle catacombe di Commodilla, solo per citarne alcuni.

L’Associazione ambientalista ha colto l’occasione anche per lanciare un monito alla classe dirigente politica, “troppo spesso miope e poco attenta al grande fermento della società green dove l’impegno ambientale e sociale si intrecciano con l’obiettivo di produrre cambiamento in una nuova dimensione comunitaria”.

«L’Italia della Green society», ha dichiarato Rossella Muroni, «ci lascia ben sperare sulla resilienza degli italiani e sulla loro disponibilità al cambiamento. Oggi i cittadini alla delega politica preferiscono la pratica civica come nuova forma di rivolta sociale e strumento diretto per dare risposte ai tanti problemi che contraddistinguono la nostra Penisola. Le 101 storie raccolte in questo libro dimostrano, infatti, quanto l’ambiente non sia più un limite allo sviluppo ma il prerequisito per uno sviluppo durevole e più felice per tutti. Quello che chiediamo ai decisori politici è di aprire gli occhi, di guardare e conoscere davvero queste esperienze che partono dal basso e che provano a dare risposte alla crisi ambientale, all’aumento delle povertà e delle disuguaglianze e a quel bisogno di socialità che oggi si ricerca».

Nel libro trovano spazio lotta al consumo di suolo, bellezza, cibo, mobilità, orti sociali, turismo, volontariato ma anche le interviste collettive di quattro donne (Rossella Muroni, Isabella Conti, sindaco di S. Lazzaro di Savena, Chiara Certomà, ricercatrice e Daniela Ducato, imprenditrice), protagoniste di questa società che cambia. Inoltre il volume ospita 12 interventi di personalità del mondo della cultura, della ricerca, dell’ambientalismo, della politica e dell’impresa sociale che propongono chiavi di lettura e approfondimenti sugli aspetti più significativi di questa società che cambia.

«La green society», spiega Vittorio Cogliati Dezza autore del libro e membro della segreteria nazionale di Legambiente, «non è un modello ideologico di comportamenti e stili di vita, ma è un processo in corso, consistente e in evoluzione irreversibile. Le storie e contributi raccolti in questo libro partono da osservatori e punti di vista diversi, e convergono su un unico tavolo: la costruzione di una società nuova, vissuta in diretta, una società orizzontale che spesso ha l’ambiente al centro del proprio orizzonte, se non ce l’ha nel core business e negli obiettivi dichiarati, ce l’ha come atteggiamento filosofico o etico. Una società orizzontale che sfida anche l’ambientalismo a capire il cambiamento in atto e a favorirlo, per rinforzare quell’insieme di comportamenti individuali e collettivi, che producono innovazione sociale ispirata a pratiche e valori amici degli uomini e dell’ambiente, a cui possiamo dare il nome di green society».

 

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