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Pubblicato il 11 dicembre 2017

Luiss: studenti universitari diventano insegnanti di legalità

Studenti italiani a scuola di legalità. Nulla di strano? Eppure c’è qualcosa di davvero particolare nel progetto presentato nei giorni scorsi all’Università Luiss di Roma. L’iniziativa, che rientra in un protocollo siglato tra l’ateneo romano, Anac, Csm e Direzione nazionale antimafia, e promossa in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, prevede che ad insegnare ai ragazzi delle scuole medie e superiori questa importantissima materia saranno gli studenti universitari. A partire da febbraio, dunque, questi “tutor della legalità” approderanno in 21 istituti da Nord a Sud, elaborando dei percorsi peer-to-peer di cultura della legalità e di lotta alla criminalità.

All’incontro di presentazione dell’iniziativa hanno preso parte il rettore della Luiss Paola Severino, il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, il comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette e il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho.

A far parte del progetto saranno 60 studenti universitari che avranno, dunque, il compito di costruire un vero e proprio laboratorio per diffondere la cultura della legalità negli istituti coinvolti. Previsti incontri con i protagonisti dell’anticorruzione, attività per favorire l’integrazione sociale e la cittadinanza attiva, fino alla realizzazione di video e murales.

«L’alleanza tra scuola, università, magistratura e forze dell’ordine può e deve funzionare di più», ha osservato il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, «tanto più in questo momento storico in cui nuove forme di illegalità e criminalità vanno affermandosi anche sul web. Insieme tutte queste forze aiutano a far crescere la consapevolezza che viviamo in un tornante della storia per cui o si riparte dalla formazione dei giovani e della crescita della consapevolezza oppure i rischi che corriamo sono molto elevati».

«Il coinvolgimento dei giovani per i giovani nel segno della legalità», ha dichiarato in un messaggio il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, «è il valore aggiunto di questo progetto che mira a diffondere tra le nuove generazioni i valori della solidarietà, della responsabilità sociale, del rispetto, dell’uguaglianza. Un’iniziativa come questa richiama i ragazzi al protagonismo, dà loro fiducia e riconosce l’importanza della loro azione. Il rispetto della legge è l’unica strada per un futuro di benessere condiviso e di uguaglianza».

«La libertà non è un diritto negoziabile», ha ricordato il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, «l’omertà e l’indifferenza vanno sconfitte».

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