Tutankhamon

Pubblicato il 6 dicembre 2017

Nuovi scenari: Tutankhamon non smette di stupire

Due cavità sospette accanto alla tomba di Tutankhamon sono state rilevate da un team del Politecnico di Torino coordinato dal fisico Franco Porcelli: è questa la scoperta resa nota a Berlino dall’ex ministro egiziano Mamdouh Eldamaty e pubblicata sul quotidiano Der Tagesspiegel.

Le due cavità, la più grande a sinistra e l’altra a destra della tomba, hanno dimensioni compatibili con stanze funerarie e sono state trovate grazie ai radar utilizzati dagli archeologi italiani, strumentazioni elettromagnetiche capaci di “vedere” sino a 10 metri sotto terra. Franco Porcelli, che pure non ha commentato i risultati ottenuti, spiega che le cavità anomale all’esterno della tomba sono state scoperte attraverso elettrodi che hanno misurato la consistenza del sottosuolo e riferisce: «La resistenza al passaggio della corrente elettrica è alta se ci sono cavità, perché le correnti non possono circolare nel vuoto. Sono queste le anomalie che abbiamo trovato».

Naturalmente ogni ipotesi è prematura anche perché non sono stati rilevati collegamenti con la tomba ma –  continua Franco Porcelli – «se dovesse esserci un corridoio dalla tomba alle anomalie, e se questo fosse pieno di detriti, potrebbe essere invisibile ai nostri strumenti».

Per quanto riguarda la storia legata alla tomba di Tutankhamon, sappiamo che fu scoperta da Howard Carter nel 1922: l’archeologo era impegnato negli scavi nella Valle dei Re alla ricerca della tomba di Ramses VI quando si imbatté in uno scalino, e poi un altro e un altro ancora, fino ad arrivare a una porta che immetteva nella leggendaria tomba del faraone bambino. La tomba era intatta, sigillata da oltre 3000 anni e non era stata saccheggiata nel corso dei secoli; al suo interno vi si trovarono circa 6.000 pezzi di inestimabile valore.

La mummia del faraone si trovava all’interno di una serie di sarcofaghi, fu studiata a lungo e gli oggetti più preziosi contenuti nella tomba vennero rimossi e portati nei musei.

Si è parlato a lungo anche della tristemente famosa “Maledizione di Tutankhamon” secondo cui coloro che avevano violato la tomba trovarono una morte improvvisa: a nostro parere una trovata pubblicitaria ante litteram che rese però famosa la scoperta.

La maledizione non ha certo scoraggiato gli archeologi che hanno continuato a lavorare nella tomba e nei suoi dintorni, con la speranza di trovare tracce della tomba di Nefertiti sposa del faraone Akhenaton: l’ipotesi infatti era che, essendo Tutankhamon morto improvvisamente all’età di circa 18 anni, non fosse pronta alcuna tomba per lui, motivo per il quale sarebbe stato sepolto nell’anticamera di un’altra tomba, quella di Nefertiti, sua matrigna.

Non sarà necessario scavare per scoprire la verità poiché il team del Politecnico sta attendendo dal Ministero delle Antichità egizio il nulla osta a eseguire ulteriori analisi dall’interno della tomba con georadar di ultima generazione: non sarà facile ottenerlo a causa delle instabilità politiche presenti nel Paese, ma si spera sia possibile farlo da gennaio prossimo.

Nel frattempo, proprio nei giorni scorsi, sono state mostrate per la prima volta al pubblico 100 lamine d’oro trovate nella tomba e rimaste chiuse a lungo in contenitori nel Museo del Cairo, finalmente restaurate. Probabilmente si tratta di placche che ricoprivano le faretre e le briglie del faraone e la loro fine lavorazione suggerisce che siano state realizzate in Siria o nell’antica Persia.

Insomma, Tutankhamon non finisce mai di stupire e con ogni probabilità le sorprese davvero non sono finite.

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Milena Pennese

Estroversa, creativa, curiosa e passionale, credo nei progetti e nella passione che alimentano il gusto delle nuove sfide. Amo leggere, viaggiare, passeggiare in montagna e ascoltare buona musica. La mia più grande passione è la scrittura.

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