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Il fundraising è fatto anche di piccole cose

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Questa volta vorrei raccontare una vicenda personale, una piccola cosa che però è di grande aiuto nel momento del bisogno.

Gino fa il giornalaio in una media città del Sud Italia e ha il suo negozio pieno di quotidiani, riviste, libri e gadget. Gino è un signore sempre sorridente e disponibile che mai una volta, nel vedermi, avrà pensato che volessi comprare qualcosa da lui… Cosa c’entra Gino con il fundraising? Tantissimo e ora ve lo spiego.

A molti sarà capitato di dover scambiare documenti con i propri clienti, con i propri fornitori o con gli amici: lettere, opuscoli, oggetti e molto altro. Il tempo è sempre poco, le distanze non brevi e quindi spesso risulta difficile conciliare gli impegni propri con quelli degli altri. Come risolvere il problema? Serve un mediatore, una cassetta delle lettere speciale, qualcuno che prenda, conservi, consegni, riprenda e riconsegni. Ed ecco Gino.

La funzione di Gino è preziosissima per me e per l’associazione di volontariato che seguo professionalmente. Il suo negozio è come la seconda sede dell’associazione e possiamo lasciare documenti importanti in mani fidate. Una succursale aperta anche di domenica! Cosa volere di più!

Gino non fa mai domande, è una persona discreta. Mi vede, sorride, annuisce, prende il plico e me lo consegna. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di conversare: “io so che tu sai che io so”. Grazie Gino per esserci sempre, ci vediamo presto!

 

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