Salute globale

Pubblicato il 1 dicembre 2017

Uniti verso la Salute Globale. Così sia! (terza parte)

Non credo di aver mai incontrato un documento così ricco di impegni solenni. “Noi, Ministri della Salute del G7 … ci impegnamo … riconosciamo … ribadiamo … continueremo …”. Non è artificio retorico per catturare l’attenzione, è quanto emerge dalla semplice lettura del comunicato dei Ministri della Salute del G7 tenutosi a Milano il 5-6 novembre 2017, dall’evocativo titolo “Uniti verso la Salute Globale: strategie condivise per sfide comuni”.

Ha già commentato l’evento la nostra Patrizia Abello l’8 novembre scorso (leggi l’articolo) ma ho ritenuto utile presentare ai lettori il testo integrale del documento perché le questioni affrontate sono di assoluto rilievo. La sua struttura si articola in cinque parti: una premessa e una conclusione che presentano le questioni affrontate e riassumono gli impegni assunti; tre successivi paragrafi dedicati rispettivamente agli impatti dei fattori ambientali sulla salute; alle politiche sanitarie nella prospettiva di genere, dei diritti delle donne, dei bambini e degli adolescenti; alla resistenza antimicrobica.

Non sono uno specialista della materia ma credo che il comunicato prenda in esame davvero gran parte dei principali problemi della Salute Globale assumendo a riferimento principi largamente condivisibili. Ancora una volta fanno da guida “gli obiettivi posti dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e relativi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs)”. Non a caso i ministri ribadiscono “l’importanza di rafforzare i sistemi sanitari attraverso specifici percorsi nazionali verso la Copertura Sanitaria Universale (UHC) senza lasciare nessuno indietro, e di prevenire il collasso dei sistemi sanitari durante le emergenze umanitarie e di salute pubblica nonché di mitigare efficacemente le crisi sanitarie”.

Allo stesso tempo non si tacciono le circostanze che condizionano pesantemente l’efficacia delle politiche sanitarie a livello globale. “Riconosciamo che affianco ai recenti miglioramenti nel coordinamento dell’assistenza sanitaria e della salute globale si presentino continue sfide, inclusi i conflitti e le crisi, le disuguaglianze sociali, un ritmo accelerato della globalizzazione ed urbanizzazione, i fattori ambientali, e un incremento dei movimenti e spostamenti di esseri umani. Noi riconosciamo la nostra discussione sull’impatto del clima e dei fattori correlati all’ambiente sulla salute”.

Tuttavia gli impegni assunti sembrano troppi per poter essere davvero perseguiti con convinzione e, forse, nel documento c’è qualche omissione non del tutto innocente, a partire dalla politica dei farmaci. In ogni caso consigliamo a tutti di andare oltre i resoconti giornalistici, peraltro poco numerosi e scarsamente dettagliati, leggendo il testo integrale. A motivo della sua ampiezza e complessità presentiamo il documento in tre successivi approfondimenti. (leggi la prima parte – leggi la seconda parte)

COMUNICATO DEI MINISTRI DELLA SALUTE G7 MILANO, 5-6 NOVEMBRE 2017

“Uniti verso la Salute Globale: strategie condivise per sfide comuni”

 

PROSPETTIVA DI GENERE NELLE POLITICHE DELLA SALUTE E DIRITTI PER DONNE, BAMBINI E ADOLESCENTI

  1. Riaffermando gli impegni nei confronti della promozione della parità di genere in tutti gli ambiti, comprese le politiche sanitarie, adottati dal Summit G7 di Taormina del 2017 nella Roadmap for a Gender-Responsive Economic Environment, ci impegniamo a rispettare, proteggere e garantire il diritto di donne, bambini e adolescenti ad avere accesso ai più elevati standard di salute fisica e mentale, senza alcuna discriminazione. Intendiamo intraprendere azioni concrete per rafforzare i sistemi sanitari, le politiche, le leggi e i programmi per il sostegno del loro empowerment. Ci impegniamo a rendere possibile la partecipazione e le pari opportunità per le donne in tutti gli ambiti e a tutti i livelli, specialmente nei processi decisionali, andando incontro alle loro specifiche esigenze e sostenendo la realizzazione dei loro diritti umani.
  2. Dedicheremo un’attenzione speciale alla salute materno-infantile e dei bambini, anche colmando alcune lacune critiche nella salute degli adolescenti, ponendo speciale enfasi sui più poveri e vulnerabili. Ciò richiede investimenti specifici per ogni contesto attraverso interventi basati sulle evidenze scientifiche che affrontino le cause profonde della mortalità, morbilità, discriminazione e violenza.
  3. Le donne, i bambini e gli adolescenti non sono semplicemente i beneficiari degli sforzi in materia di salute e nutrizione, ma agenti positivi di cambiamento. Svolgono un ruolo essenziale per migliorare i sistemi sanitari, influenzando l’adozione di comportamenti positivi per la salute. A livello mondiale, le donne rappresentano più dei due terzi di tutti gli occupati del settore sanitario. Gli investimenti nelle professioni sanitarie promuovono la partecipazione femminile all’economia. Non è possibile ottenere una crescita economica e l’empowerment di donne e adolescenti sostenibili se questi non possono partecipare pienamente alla vita economica, politica e pubblica a causa di cattive condizioni di salute, alimentazione inadeguata e mancanza di rappresentatività.
  4. Riconosciamo l’importanza critica di gestire la salute di donne, bambini e adolescenti, come pure la nutrizione. Promuoviamo i diritti delle donne e degli adolescenti relativi alla salute e all’assistenza sanitaria, secondo la G7 Roadmap for Gender-Responsive Economic Enviroment.
  5. Invitiamo l’OCSE a confrontare i risultati in ambito di salute mentale, concentrandosi nello specifico sugli adolescenti. Condanniamo la violenza sessuale e di genere che colpisce donne e ragazze in tutto il mondo. Dobbiamo dimostrare la nostra leadership e il nostro impegno nell’affrontare la violenza sessuale e di genere, anche nei confronti di pratiche dannose quali matrimoni forzati con bambine e mutilazioni genitali femminili, in linea con gli SDG 5.2 e 5.3, e la tratta degli esseri umani, ai fini dello sfruttamento sessuale.
  6. Sosterremo e daremo gli strumenti a donne, bambini e adolescenti per far sentire la loro voce e per una partecipazione significativa attraverso il nostro impegno politico, di promozione e programmatico in materia di salute e nutrizione, coinvolgendo attivamente anche uomini e ragazzi quali agenti di cambiamento.
  7. Intendiamo perseguire investimenti nella loro educazione, migliorando la loro educazione, le loro competenze e le loro capacità in materia di salute, compresa un’educazione alla sessualità mirata per bambini e adolescenti, che sia sensibile al genere e alla diversità, attraverso adeguati programmi e strumenti.
  8. Valorizzeremo l’erogazione di servizi sanitari che siano sensibili alla diversità, al genere e all’età, prendendo in considerazione il background culturale senza nessuna discriminazione. Sosteniamo la raccolta, il monitoraggio e la rendicontazione di dati sanitari disaggregati per genere ed età.
  9. Sosteniamo l’attuazione della Global Strategy for Women’s, Children’s and Adolescents’ Health delle Nazioni Unite per la salute delle donne, dei bambini e degli adolescenti e riconosciamo la Global Financing Facility come strumento di finanziamento innovativo per sostenere il raggiungimento degli obiettivi fissati. Sosteniamo altresì l’attuazione di linee guida basate sulle evidenze scientifiche per la salute delle donne, dei bambini e degli adolescenti e sull’alimentazione sana e sostenibile, compreso il “Global plan of action to strengthen the role of health systems in addressing interpesonal violence, in particular against women and girls, and against children”, l’iniziativa “INSPIRE – Seven Strategies for Ending Violence Against Children”, come pure la “Global Accelerated Action for the Health of Adolescents (AA-HA)!”.

(…)

 

CONCLUSIONI

  1. Riconosciamo la necessità urgente di dare impulso politico all’importanza di fare fronte all’impatto sulla salute del cambiamento climatico, del degrado ambientale e di altri fattori e di promuovere un’azione coordinata per rafforzare i sistemi sanitari in linea con i principi di efficacia degli aiuti. In questo contesto devono essere affrontate le carenze di forza lavoro nel settore della sanità (USA) e la scarsità dei fondi stanziati dagli stati per conseguire l’obiettivo di un maggiore accesso all’assistenza sanitaria. Accogliamo con soddisfazione l’azione congiunta dell’OMS, della Banca Mondiale, dell’UNICEF ed altri partner importanti, inclusa l’OCSE, volta a sostenere i paesi nel cammino verso il conseguimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 3.8 e restiamo in attesa di conoscere gli sviluppi che saranno comunicati in occasione del Forum UHC 2017 a Tokyo, il mese prossimo.
  2. Riconosciamo le particolari sfide che ci attendono per fornire servizi sanitari negli Stati più deboli e nelle zone colpite dai conflitti, dove i sistemi sanitari sono spesso compromessi e dotati di mezzi insufficienti per rispondere alle necessità. Inoltre, il personale medico e le strutture sanitarie che si trovano nelle zone di conflitto sono sempre più sotto attacco. Facendo riferimento alla Risoluzione 2286 (2016) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e la Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite A RES/69/132 e UNGA 71/129, condanniamo con fermezza la violenza, gli attacchi e le minacce dirette al personale medico e alle strutture sanitarie, le cui conseguenze hanno un effetto a lungo termine sulla popolazione civile e sui sistemi sanitari dei paesi coinvolti ed anche sulle aree confinanti. Affermiamo così il nostro impegno a migliorare la loro sicurezza, sostenendo il diritto umanitario internazionale.
  3. Ribadiamo il nostro impegno a costruire le nostre risorse sulla base del Regolamento Sanitario Internazionale e ad assistere 76 paesi e regioni partner affinché facciano lo stesso. Inoltre, riconosciamo l’importanza di sviluppare piani nazionali per affrontare criticità e carenze in materia di sicurezza sanitaria, quali quelle individuate grazie allo strumento del Joint External Evaluation dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Rivolgiamo un appello a tutti i paesi affinchè si assumano un impegno preciso a sostegno della piena attuazione del Regolamento Sanitario Internazionale (RSI) e a riconoscere che rispettarlo è essenziale per prevenire e gestire efficacemente una eventuale crisi sanitaria globale. Esortiamo altri paesi e partner dei paesi in via di sviluppo affinchè si uniscano a noi in questi impegni collettivi.
  4. Gli USA intendono esercitare il loro diritto di ritirarsi dall’Accordo di Parigi a meno che non vengano identificati adeguati termini di rinegoziazione. I Ministri della Salute e i Capi delle Delegazioni di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone e Regno Unito e il Commissario europeo per la Salute e la Sicurezza Alimentare riaffermano il forte impegno dei nostri Governi ad implementare velocemente l’Accordo di Parigi come dichiarato al Summit G7 di Taormina.
  5. Desideriamo ringraziare l’Italia per la leadership che ha espresso nel 2017, e attendiamo i prossimi incontri per continuare a promuovere il dialogo e gli sforzi volti ad assicurare la salute globale in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

 

 

 

Minori maltrattati: difendiamo il nostro futuro!
Calimala: un progetto tra arte, sociale e crowdfunding

Tags: , , , , , ,

Valerio Roberto Cavallucci

Responsabile delle sezioni di approfondimento: Responsabilità sociale; Legalità; Innovazione sociale; Sostenibilità ambientale; Partenariato Pubblico Privato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading Facebook Comments ...