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Progetto Pueri: un futuro per i minori non accompagnati

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Il Progetto Pueri, gestito dalla Fondazione nazionale degli assistenti sociali e dal Centro informazione ed educazione allo sviluppo (Cies), coordinato dal Ministero dell’Interno e finanziato dalla Commissione europea nell’ambito delle Emergency assistance Fami 2016, ha l’obiettivo specifico di favorire la presa in carico dei ragazzi minorenni che arrivano in Italia da soli, senza familiari o amici.

Tale progetto vuole accompagnare questi ragazzi nel loro percorso di accoglienza affinché possano essere protetti dalle strutture e dal personale ad essi dedicati ed evitare che entrino a far parte di gruppi criminali organizzati. Silvana Mordeglia, presidente della Fondazione nazionale assistenti sociali e coordinatrice generale del progetto, ha affermato di essere stata curiosa di capire se l’accoglienza nei confronti di tali ragazzi all’interno degli hotspot, subito dopo il loro arrivo, potesse essere per loro utile.

L’equipe di accoglienza, in particolare, è formata da professionisti capaci di mettere a loro agio degli adolescenti soggetti a un’intensa fase di vulnerabilità. Si tratta di un assistente sociale, uno psicologo e un mediatore culturale che hanno il compito di far sentire a loro agio i nuovi conterranei. Quando una di queste tre figure viene trovata nelle strutture di accoglienza dai ragazzi è, per loro, un segno di fiducia da non sottovalutare e che li porta a diventare meno schivi.

Il Progetto Pueri ha avuto inizio nel febbraio del 2017 e durerà fino a febbraio del 2018, anche se, vista la sua importanza, potrebbe essere ripristinato e la sua durata protratta. Maria Concetta Storaci, coordinatrice nazionale assistenti sociali per il progetto e segretaria del Consiglio nazionale dell’ordine degli assistenti sociali con delega su immigrazione e minori non accompagnati, ha evidenziato il fatto che tale progetto sia partito in un momento particolare poiché c’è stata l’approvazione della Legge Zampa sulla tutela dei minori stranieri non accompagnati.

I ragazzi in questione provengono da Tunisia, Gambia, Senegal, Nigeria, Ghana, Egitto e Albania e hanno, per la maggior parte, tra i 16 e i 17 anni ma sono in aumento anche ragazzini di età inferiore ai 10 anni. Vi sono, inoltre, più ragazze rispetto ai ragazzi e soprattutto i nigeriani hanno bisogno di un trattamento differente poiché tendono a dichiararsi maggiorenni in quanto spesso sono già inseriti nella rete della tratta. Ogni ragazzo, dunque, ha bisogno di una particolare attenzione anche in base a quello che il passato gli ha riservato e le tragedie che lo ha visto protagonista nonostante la sua giovane età.

C’è chi, nei diversi colloqui, ha ammesso di aver cominciato a vivere solo dopo aver toccato terra visto che anche il tragitto in mare che sono costretti ad affrontare serba spesso delle dolorose sorti. E’, infine, importante dire che nel 2016 era stato lanciato dal Consiglio nazionale degli ordini degli assistenti sociali lo slogan #diamoglifuturo con testimonial lo scrittore Andrea Camilleri. Con due parole il Consiglio aveva già ben capito che è fondamentale aiutare a crescere nel modo migliore questi ragazzi che saranno gli adulti di domani e il Progetto Pueri ha in mente lo stesso sistema di pensiero, ossia integrare al meglio possibile questi piccoli stranieri che non meritano più sofferenza.

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