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Verso la nascita di Israele

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29 novembre 1947 – La Seconda guerra mondiale è finita da 2 anni e occorre ridisegnare una nuova geografia. In questo contesto si inserisce la risoluzione numero 181 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che decide la spartizione della Palestina. Così nasce uno Stato arabo e uno ebraico. Quanto a Gerusalemme, essa viene sottoposta al controllo internazionale. Con tali premesse l’anno successivo sarebbe nato Israele.

Israele diverrà presto terreno di scontro da parte degli Stati arabi che sosterranno, attraverso l’invio di militari, la causa palestinese. Il più che noto conflitto arabo-israeliano da allora in poi passerà attraverso moltissime fasi fino a giungere a una provvisoria vittoria di Israele nel 1949. Una vittoria con un risvolto catastrofico, perché da un lato più di 700.000 palestinesi sono costretti allo sgombero del neonato Israele, mentre dall’altro sono 800.000 gli ebrei costretti a fuggire dai Paesi arabi. Inoltre, torna un incubo per gli ebrei, che avevano dovuto sopportarlo per così tanto tempo solo due anni prima nel corso della Seconda guerra mondiale: l’antisemitismo.

I sentimenti anti-ebraici dilagano con forza prorompente, comincia una scia di conflitti, attentati, guerriglie che provocano vittime su vittime, muoiono palestinesi e muoiono israeliani. È solo l’inizio di un grande problema prima umanitario e poi politico per le condizioni del popolo palestinese. Una questione ancora irrisolta.

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